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I seguaci di Matteo Salvini: “O si va al voto, oppure invadiamo Roma”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:26
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I seguaci di Matteo Salvini si preparano a scendere in piazza nel caso in cui Sergio Mattarella escluderà di andare al voto per risolvere la crisi di governo. Intanto, in un sondaggio di qualche settimana fa, il 72% degli italiani si era espresso a favore delle urne.

Salvini seguaci crisi governo - Leggilo

Si attende martedì per la decisione di Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica, dopo le consultazioni della settimana scorsa, ha rinviato di esprimersi. Nell’attesa, prende piede l’ipotesi di un accordo tra PD e M5s alla base di un nuovo governo, che si fa sempre più insistente e che comincia ad essere delineato da entrambi i fronti. Un esecutivo giallo rosso trova opposizione non solo nella destra – che invece chiede il voto – ma anche e in particolar modo nei leghisti. Come informa Adnkronos, i seguaci di Matteo Salvini sarebbero già pronti alla rivolta nel caso in cui Mattarella non indicherà di andare alle urne per risolvere la crisi di governo.

Invasione di Roma da parte di tutti gli italiani“, questo l’appello dei leghisti che non escludono di poter salire anche al Quirinale. “Se si finisce con il Pd e M5S mi armo di una cassa di pomodori e vado a Roma”, è uno dei tanti commenti lasciati sui social dai sostenitori della Lega. Oppure: “Se sale la sinistra tutti in piazza“, minacciando una ribellione di massa e una guerra aperta, una vera e propria rivoluzione civile. Il voto, sostengono, è un diritto degli italiani e dei cittadini ed è l’unica alternativa possibile per risolvere la crisi. “I comunisti perdenti vogliono fregarci tutti come sempre”, gridano i leghisti che sostengono invece la strada di Salvini Premier come unica via percorribile per reagire alla crisi.

Tra l’altro, in un sondaggio di Winpoll riportato da Il Sole 24 ore e risalente a qualche settimana fa, il 72% degli interpellati aveva espresso di preferire il voto alla continuazione dell’attuale governo. Opinione condivisa dalla maggioranza degli elettori di tutti i maggiori partiti, tranne quelli del M5S. Già a maggio, in un sondaggio simile, il 64% degli intervistati aveva risposto nello stesso modo, dicendosi favorevole alle urne. Le intenzioni di voto alla Lega vengono stimate tra il 37 e il 39 per cento, percentuale a cui si aggiunge quella stimata per Fratelli d’Italia, cioè il 7,4%, arrivando così al 46,3%. In caso di voto anticipato i due partiti otterrebbero insieme la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere.

Quest’ultimo dato è stato confermato anche dall’Istituto Noto, in un sondaggio diffuso da Agorà, su Rai Tre, e riportato anche da AdnkronosNell’eventualità di elezioni anticipate la Lega si attesterebbe al 38% dei consensi. Una soglia mai raggiunta in precedenza per il Carroccio, e che consentirebbe alla Lega, insieme a Fdi di Giorgia Meloni, di avere un’ampia maggioranza di deputati a Montecitorio. Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti raccoglierebbe il 23% dei consensi; il partito guidato da Luigi Di Maio, non andrebbe oltre il 16,5%.

Fonte: Rai tre, Adnkronos, Il Sole 24 ore

 

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