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Ocean Viking chiede un porto: a bordo ci sono 356 migranti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:39
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Ocean Viking, la nave battente bandiera norvegese gestita da Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranée, è ferma da 13 giorni tra Linosa e Malta con 356 migranti a bordo in attesa di un porto sicuro dove sbarcare. 

Ocean Viking imbarcazione gestita da Medici senza frontiere Sos Mediterranee in stallo da 13 giorni tra Linosa e Malta con 356 migranti a bordo chiede un porto sicuro - Leggilo

Conclusosi da poco il caso della Ong Open Arms – con il sequestro della nave e lo sbarco dei migranti -, ora c’è la Ocean Viking a chiedere un porto dove sbarcare. L’imbarcazione battente bandiera norvegese e gestita dalle Ong francesi Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranée, è ferma da ormai 13 giorni nel braccio di mare che divide Malta dall’isola siciliana di Linosa, in provincia di Agrigento, con a bordo 356 migranti raccolti dalle acque del Mediterraneo. Tra i naufraghi è stata segnalata poi la presenza di 103 tra bambini e minorenni.

Fino a questo momento nessun porto considerato sicuro sarebbe stato offerto alla nave, se non quello di Tripoli, in Libia. Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere continuano a chiedere che gli venga indicato un porto dove sbarcare. MSF ha pubblicato sul proprio account Twitter: “Sono ormai 13 giorni che 356 persone vulnerabili sono bloccate a bordo della Ocean VikingOgni giorno la situazione peggiora. Abbiamo pasti per appena 5 giorni, prima di intaccare le scorte di emergenza”.

Come riportato da Il Fatto Quotidiano, Luca Pigozzi, medico dell’associazione ha segnalato: “Ci sono persone le cui condizioni potrebbero presto diventare critichefino al punto di dover richiedere un’evacuazione. In quasi due settimane ho curato nella clinica a bordo vittime di violenza sessuale, feriti di guerra e persone che hanno subito brutali percosse, scariche elettriche, torture, perpetrate anche con plastica fusa”, ha spiegato.

Un terzo dei pazienti sono minori di 18 anni, e quasi tutte le persone a bordo hanno vissuto esperienze atroci prima di poter essere salvate. “Vedo la salute mentale delle persone soccorse deteriorarsi in modo preoccupante. Vivono nel terrore di poter essere riportate in Libia, dove sono state esposte a violenti abusi e detenzione arbitraria”, ha raccontato il medico, come riferito da Adnkronos.

“In molti hanno tentato più di una volta la fuga dalla Libia, ma sono stati intercettati dalla Guardia Costiera libica, finanziata dall’Europa, che li ha riportati nei centri di detenzione. Alcuni sono sopravvissuti a naufragi o bombardamenti. Tutti hanno bisogno di sicurezza. Come medico – ha concluso – non posso accettare le loro inutili e prolungate sofferenze”.

Fonte: Medici Senza Frontiere Twitter, Il Fatto Quotidiano, Adnkronos

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