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Greta Thunberg, il suo viaggio in barca a vela inquina più di un viaggio in aereo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:15
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Greta Thunberg  in giro per il mondo in difesa del clima: masi fa accompagnare in barca da Pierre Casiraghi, azionista di Monacair, la prima società di trasporti in elicottero monegasca. Non solo. La sua traversata per l’Atlantico risulta più inquinante di un suo viaggio in aereo. 

Greta Thunberg barca vela - Leggilo

Greta Thunberg, giovane attivista svedese, fondatrice del movimento “Fridays for future” è ancora una volta al centro dell’attenzione. La sedicenne ha accettato la proposta di Pierre Casiraghi, terzo figlio della principessa Carolina di Monaco e di Stefano Casiraghi, di viaggiare sulla sua imbarcazione Malizia II ad emissioni zero, al fine di partecipare al vertice sul clima delle Nazioni Unite, che si terrà a New York il prossimo 23 settembre.
La traversata è partita lo scorso mercoledì da Plymouth e impiegherà circa 13 giorni per raggiungere New York.

Come ha spiegato Greta, la sua decisione di non prendere l’aereo è data dal fatto che i voli emettono troppa CO2, mentre l’imbarcazione che le è stata gentilmente offerta è ad emissioni zero. Un ragionamento a primo impatto condivisibile, in linea e coerente con i suoi valori. Tuttavia, ragionando a fondo sulla sua scelta, emergono contraddizioni palesi. La prima: i Casiraghi, se da una parte sostengono la Thunberg, dall’altra sono tra i principali azionisti della compagnia Monacair – Monaco Helicopter Charter Company – una delle principali compagnie aeree di Monaco, fa notare Il Giornale.

La seconda: l’imbarcazione Malizia II, che è stata in precedenza utilizzata per regate, ha raggiunto costi altamente onerosi. Si parla di cifre assurde, 3,7 milioni di sterline, ossia ha sfiorato quasi i 4 milioni di euro. Cifre che solo un membro della famiglia reale può permettersi. In passato, la Thunberg ha criticato aspramente chi vive in modo cosi lussuoso dichiarando che “la sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi”. 

Infine – e proprio questa risulta poi essere la più grave incoerenza – a cosa serve viaggiare su un imbarcazione ad emissioni zero se più di 2 persone dovranno andare in aereo a New York per riportare la barca a vela in Europa? Invece di 3 biglietti aerei che sarebbero eventualmente serviti per lei, suo padre ed il regista che gira il documentario, ne serviranno ben cinque, per coloro che hanno accompagnato la Thunberg nella traversata. Infatti, stando a quanto dichiarato al Die Tageszeitung da Andreas Kling – il portavoce dello skipper di Greta – i quattro membri dell’ equipaggio del Malizia II dovranno viaggiare a New York a bordo di un aereo per portare indietro la barca a vela di Casiraghi. Con loro anche lo skipper.

Ricapitolando, saranno almeno due i voli transatlantici, e cinque i biglietti aerei necessari. L’ impatto ambientale, dunque, sarà di conseguenza molto più grave e la traversata dell’Atlantico sembra risultare molto inquinante, tutt’altro che una soluzione green. A cosa servirà questa sorta di traversata ecologica? Non si sa. E mentre noi ci interroghiamo sulle azioni della Thunberg, lei va avanti e racconta su Instagram il suo viaggio eco – chic.

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Day 6. Sunshine sailing north of the Azores!

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Fonte: Il Giornale, Greta Thunberg Instagram, Die Tageszeitung

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