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La Guardia Costiera Libica: “Le Ong collaborano con i trafficanti, e ostacolano il nostro lavoro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:35
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Ayoub Qassem, portavoce della Guardia costiera libica, ha denunciato l’azione delle Ong volta ad ostacolare le operazioni di soccorso. 

Migranti Ong Guardia costiera libica - Leggilo

“La Libia non è un porto sicuro”, ha detto il Vicepremier Matteo Salvini al termine di una visita al villaggio Coldiretti di Milano, insieme al suo collega Di Maio.La Guardia costiera libica, però, sta facendo un buon lavoro. Stiamo lavorando con il Governo libico perché la situazione torni tranquilla”, ha detto il capo del Viminale, come informa La Presse. Dopo qualche giorno – proprio quando a Lampedusa è arrivata la nave Alex della Ong di Mediterranea e la Alan Kurdi della Sea-Eye tedesca ha fatto stallo in acque internazionali – sono arrivate anche le parole della Guardia Costiera libica.

“C’è una continua interferenza delle Ong nelle operazioni di soccorso”, ha affermato il portavoce della Gdc libica, l’ammiraglio Ayoub Qassem in un’intervista a l’Agi.“Non possiamo continuare a fare gare di velocità con le imbarcazioni delle Ong. Quando il centro di coordinamento di soccorso riceve la conferma del nostro intervento, non deve permettere ad altri di entrare in azione. Noi non vogliamo scontrarci con le ong”, continua Qassem. Poi, prospetta un rischio per il futuro: “Con un pieno ritorno delle attività delle Ong nel Mediterraneo ci sarà un esodo di migranti verso l’Italia. Il governo italiano non deve permettere alle persone salvate da queste navi di poter sbarcare perché altrimenti si diffonderà di nuovo la cultura dell’emigrazione verso l’Europa, con evidenti ripercussioni sia sulla Libia che sull’Italia”. 

Infine, nonostante qualche giorno fa il Procuratore Luigi Patronaggio abbia dichiarato una totale assenza di legami tra Ong e scafisti – ricorda Dire – secondo la Guardia costiera libica il contatto sarebbe diretto: “Le ong favoriscono i trafficanti di essere umani. E abbiamo il sospetto che ottengano ricompense dirette, oltre a quelle indirette, per ogni persona che fanno arrivare in Europa. Ogni intervento che fanno loro è per favorire l’immigrazione in Libia dall’Africa subshariana e per avere maggiore peso politico in Europa”, continua l’ufficiale libico. “A questo si aggiunge l’aspetto materiale: non solo aumentano le raccolta dei fondi a proprio favore ma non escludiamo che abbiano finanziamenti direttamente legati ai trafficanti di essere umani”, conclude l’ammiraglio. 

Fonte: Dire, Agi, La Presse