Home Cronaca La Procura di Agrigento: “Carola Rackete non sarà espulsa dall’Italia, resta qui”

La Procura di Agrigento: “Carola Rackete non sarà espulsa dall’Italia, resta qui”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:51
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La Procura di Agrigento ha rigettato il provvedimento firmato dal prefetto Dario Caputo. Carola Rackete, la Capitana della Sea Watch – la nave battente bandiera olandese della Ong tedesca – resta indagata per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per questo, dovrà restare in Italia fino all’interrogatorio a cui sarà sottoposta il 9 luglio. 

Procura di Agrigento Carola Rackete non sarà espulsa - Leggilo

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel discutere la decisione “politica e sbagliata nel merito” presa dal Gip di Agrigento Alessandra Vella – circa la mancata convalida dell’arresto di Carola Rackete – aveva lasciato intendere, in una diretta Facebook, di voler espellere la Capitana.“Vediamo se un Giudice ci permetterà di accompagnarla educatamente su un aereo in direzione Berlino. La speranza è l’ultima a morire. Lei ha infranto le leggi, ha messo a rischio la vita di alcuni militari e ora è libera: che se ne torni in Germania a fare danni”, ha detto il capo del Viminale invitando il Gip Vella ad entrare in politica per cambiare le leggi. Il provvedimento, per allontanare dal territorio italiano e accompagnare alla frontiera la 31enne tedesca, era stato firmato dal prefetto di Agrigento Dario Caputo ma necessitava di essere vagliato e approvato da un Giudice.

Come era prevedibile, la Procura di Agrigento ha negato il nulla osta per l’allontanamento della capitana della Sea Watch dall’Italia, rigettando il provvedimento fermato dal prefetto. Carola Rackete, infatti, scrive l’Ansa, dovrà restare in Italia almeno fino al 9 luglio, giorno in cui sarà interrogata dai Pm per affrontare l’altro filone dell’inchiesta che la vedono indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In tal modo, il provvedimento firmato da Caputo non è stato reso esecutivo e la Capitana della Sea Watch non sarà espulsa dall’Italia.

Toghe in rivolta

Dopo la decisione della Procura, Matteo Salvini, in una diretta Facebook di ieri sera, si è scagliato contro il Gip Alessandra Vella: “È vergognosa. La scarcerazione mi ha provocato tanta rabbia. È stata una scelta incredibile con motivazioni incredibili perché qui si è messo a rischio la vita di alcuni uomini delle forze dell’ordine che stavano facendo il loro lavoro. Mi vergogno di chi permette che in questo Paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice”. Poi, ha invitato i Giudici che vogliono fare politica a togliere la la toga e a candidarsi con la sinistra in Parlamento, per poi invocare una riforma della giustizia.

Parole a cui l’Associazione Nazionale Magistrati ha replicato: “Ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore”, ha detto attraverso una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm riportata da Adnkrons: “Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell’Interno, scatta immediatamente l’accusa al magistrato di fare politica. Appare poi estremamente grave la prospettazione di una riforma della giustizia finalizzata a selezionare i magistrati in modo che assumano esclusivamente decisioni gradite alla maggioranza politica del momento”, prosegue la nota. I giudici avrebbero, anche in questo caso, applicato le leggi interpretandole secondo la Costituzione e le norme sovranazionali. “Questo è il loro dovere in uno Stato di diritto e in una democrazia liberale e costituisce ineludibile garanzia per la tutela dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini”, conclude la nota.

Sembra anche che, a causa di commenti e insulti, il GIP Alessandra Vella sia stata costretta a cancellare la propria pagina Facebook.

Disubbidire a leggi dello Stato, attaccare, speronare, rischiare di ammazzare militari Italiani non vale la galera.E questa sarebbe “giustizia”?Sono indignato, sono schifato ma non mi arrendo: restituiremo onore, orgoglio, benessere, speranza e dignità alla nostra Italia, costi quello che costi.

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 2 luglio 2019

Fonte: , Ankronos, Ansa, Matteo Salvini Facebook, Sea Watch Italy FB