Sea Watch ferma in mare. Le autorità a bordo, nessuno a terra: “Non potete scendere”

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La Sea Watch è arrivata a Lampedusa, ma nessuno all’interno della nave è stato autorizzato a scendere.

Sea Watch ferma a Lampedusa - Leggilo

 

Come riportato da Adnkronos, ci sarebbe una fase di stallo dopo che la Sea Watch ha deciso di forzare il blocco imposto dallo Stato italiano e, come raccontato dall’Ansa, di dirigersi verso Lampedusa. Ora l’imbarcazione è giunta sulle coste dell’isola siciliana, ma nessuno sarebbe ancora in grado di mettere piede sulla terraferma. A spiegare i momenti convulsi dentro l’imbarcazione è la capitana della nave, Carola Rackete, attraverso un video pubblicato sull’account Twitter dell’ong: “Le autorità italiane sono salite a bordo della Sea Watch 3 – ha esordito Carola Rackete nel filmato Ci troviamo fuori dal porto di Lampedusa. Hanno controllato i documenti della nave e i passaporti dell’equipaggio e ora stanno aspettando istruzioni dai loro superiori. Spero vivamente che possano presto fare scendere dalla nave le persone soccorse”.

Un messaggio di vicinanza a Lampedusa, alla capitana della Sea Watch e ai migranti a bordo è provenuto intanto da Pietro Bartolo, medico dell’isola siciliana, recentemente eletto al Parlamento europeo con il Pd: “Il mio cuore è a Lampedusa, su quel molo da cui ho soccorso centinaia di migliaia di persone negli ultimi 30 anni. Purtroppo Lampedusa e Bruxelles sono lontane e arriverò sulla mia isola soltanto domani, ma sono lì col cuore, al fianco di quella splendida capitana di nome Carola”.

E il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, annuncia: “Palermo si mobilità per la Sea Watch che sta esercitando il diritto alla vita e alla sopravvivenza, quello che è un diritto umano inalienabile. Quello che è inaccettabile è il blocco e questa maschera disumana del Governo Italiano”.

Tutte queste posizioni non sembrano aver affatto intenerito Matteo Salvini: “La Sea Watch è una nave fuorilegge che mette a rischio la vita di decine di immigrati per uno schifoso, squallido giochino politico – ha dichiarato sul celebre social network -. Useremo ogni mezzo democraticamente concesso per bloccare questo scempio del diritto, questo menefreghismo delle leggi, delle intimazioni e anche dello spirito di dignità umana”.

“L’Italia – ha proseguito il vicepremier – non può essere punto di approdo per chiunque decida di scaricare esseri umani. Io l’autorizzazione allo sbarco in un porto italiano ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici non la do e non la darò mai”.

“C’è una nave che batte bandiera olandese, non è possibile che il governo olandese se ne freghi – ha ulteriormente aggiunto il ministro dell’Interno – Basta, all’Ue si sveglino, qualcuno si svegli ad Amsterdam. L’Olanda e il governo olandese ne risponderà, il governo tedesco, visto che questa Ong e l’equipaggio è tedesco, ne risponderà. Sono stufo e penso di parlare a nome di 60 milioni di italiani che non sono cittadini di Serie B”.

Il leader della Lega ha quindi concluso con un tweet eloquente: “Lampedusa e l’Italia hanno bisogno di turisti che pagano, non di clandestini che dobbiamo mantenere noi”.

Fonte: Adnkronos, Ansa

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