Il Vescovo ed i migranti di Sea Watch: “Fateli venire, daremo loro tutto, in nome del Vangelo”

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La proposta dell’arcivescovo Cesare Nosiglia di ospitare i profughi della Sea Watch 3 senza costi per lo Stato ha diviso il mondo della politica. 

Nosiglia arcivescovo - Leggilo

“Caro Vescovo, penso che lei potrà destinare i soldi della diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi”. Ha risposto così, su Facebook, il Vicepremier Matteo Salvini, alla proposta dell’arcivescovo Cesare Nosiglia, di ospitare i profughi della Sea Watch 3, a Torino, senza costi per lo Stato ma soltanto con l’Otto per mille. L’appello è arrivato al termine della messa di San Giovanni in Duomo. “Desidero esprimere la mia solidarietà a quanti in Italia e anche nella nostra città stanno dimostrando pacificamente per richiamare l’attenzione sulla situazione di grave e ingiusta sofferenza in cui si trovano 43 persone sulla nave Sea Watch al largo di Lampedusa”, ha affermato il prelato che si è detto poi disponibile ad accogliere i 43 migranti che si trovano a bordo dell’imbarcazione umanitaria. “La Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema. Se ci lasciano fare li andiamo a prendere e li ospitiamo nelle nostre famiglie e nelle nostre strutture”, ha concluso.

Caro Vescovo, penso che Lei potrà destinare i soldi della Diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi.

Pubblicato da Matteo Salvini su Lunedì 24 giugno 2019

Pronti ad intervenire sono le famiglie, ma anche alcune istituzioni come il Cottolengo, la Caritas e Migrantes. Anche a Torino, come sta accadendo anche a Lampedusa, un gruppo di concittadini ha iniziato a dormire davanti alla chiesa di San Dalmazzoin segno di solidarietà. Intanto, però, la proposta di Nosiglia ha diviso il mondo della politica, come informa Repubblica Torino“È un appello significativo, per di più, come ha detto pubblicamente, l’accoglienza non sarebbe a carico dello Stato. Un gesto che testimonia la grande sensibilità di Nosiglia. Un modo per scuotere le coscienze di tutti”, ha commentato il Primo Cittadino Chiara Appendino. Parole a cui ha replicato la parlamentare dei Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, che ha sottolineato “che il Sindaco Appendino è ad un cortocircuito. Ci dica se fa opposizione alle politiche sull’immigrazione di questo governo. Non si può essere a Roma contro gli sbarchi e aprire le porte della città”.

Mentre Andrea Tronzano, assessore regionale di Forza Italia presente alla messa in Duomo in rappresentanza della Regione, ha dichiarato che se è vero che la carità cristiana è importante, ci sono anche leggi internazionali e nazionali da rispettare. Igor Boni, dirigente nazionale dei Radicali italiani, è da ieri in sciopero della fame per chiedere lo sbarco delle persone ferme davanti a Lampedusa: “L’assuefazione è il peggiore dei mali. Quando passano oltre dieci giorni e si consente che persone torturate, seviziate, violentate nei lager libici siano lasciate recluse dall’Italia e dall’Europa in una barca in balia del mare, è l’assuefazione a vincere”, commenta. Al contrario l’assessore alla Sicurezza, Fabrizio Ricca, leghista: “Chiedo che si evitino ingerenze. Le periferie di Torino soffrono sempre più povertà, criminalità e abbandono, In questo Nosiglia ha ragione. Aprire i porti non è la soluzione, semmai vuole dire dare loro il colpo di grazia”.

Fonte: Repubblica Torino, Matteo Salvini Facebook, Sea Watch Italy Twitter, Voce Tempo

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