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L’arabo a scuola in provincia di Milano. “L’integrazione è importante” dice Beppe Sala

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10
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Quattro ore di insegnamento dell’arabo in una scuola elementare di Cernusco, paesino in provincia di Milano. Un’iniziativa sostenuta dal Comune, a guida PD, che ha fatto discutere e alimentato la furia delle opposizioni. 

Provincia di Milano, lezioni di arabo a scuola - Leggilo

A Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, fa discutere l’iniziativa presa dalla Scuola Elementare Montalcini di Cernusco di inserire, nel programma, qualche ora di insegnamento della lingua araba. Il motivo sarebbe quello di favorire l’inclusione di una bambina di origine egiziana e promuovere l’integrazione e la multiculuralità, due termini che risuonano, in questi giorni, specie dopo le iniziative di molti comuni sulla fine del Ramadan. Le lezioni, affidate a un’insegnante madrelingua, sono costate 120 euro e la spesa è stata sostenuta dal Comune, guidato da un Sindaco del Partito democratico. Il tutto è partito in seguito alla segnalazione di alcuni genitori, dopo che alcuni bimbi, rientrati a casa, hanno raccontato di aver imparato a scrivere il proprio nome in arabo. 

Un corso breve di quattro ore e una spesa minima che però non ha spento le critiche da parte delle opposizioni. “Qui non sono gli arabi che imparano l’italiano, ma il contrario: è un mondo che va alla rovescia”, ha detto il consigliere della giunta comunale Paola Malcangio, riporta l’AGI. E ancora, prosegue:Un intervento che non rientra nei casi di mediazione culturale, cui sono destinati i soldi pubblici, è urgente una spiegazione.  Il denaro serve ad aiutare chi arriva a integrarsi e a sostenere ragazzini che hanno forti difficoltà linguistiche. Questa operazione improvvisata non rientra in nessuno dei due casi, la piccola di origini egiziane per cui è stata organizzata è nata qui e parla benissimo italiano”. I soldi del Distretto didattico, sostiene l’esponente all’opposizione, erano infatti destinati a più comuni e sono stati utilizzati per un’azione discriminatoria nei confronti delle altre comunità esistenti in città. 

Prende le difese della scuola Nico Acampora, assessore: “Ho il massimo rispetto dell’autonomia dei docenti soprattutto quando fanno scelte che promuovono inclusione e cultura”. Mentre il vicesindaco Daniele Restelli: Non ci permettiamo di giudicare l’operato degli insegnanti, l’Assemblea dei comuni del Distretto si limita a mettere i professionisti a loro disposizione. Lo faremo, se richiesto, volentieri anche per i cinesi”. Gli intenti del Primo Cittadino di Milano Beppe Sala, da sempre sostenitore dell’accoglienza, sembrano ben praticate dalle Amministrazioni a guida Dem. Qualche giorno fa, il dem scriveva sul suo profilo Twitter: “L’integrazione non è semplice, costa fatica. Un percorso lungo ma necessario. Solo attraverso l’inclusione potremmo definirci una città moderna ed internazionale”. 

Fonte: AGI, Beppe Sala Twitter

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