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La fine del Ramadan celebrata nella palestra della scuola, gli studenti devono uscire

A Castel San Pietro, provincia di Bologna, la festa di fine Ramadan si è tenuta nella palestra della scuola media Pizzigotti. Gli studenti, invece, sono stati costretti a fare ginnastica all’aperto. Polemica sulla concessione di un luogo pubblico per l’evento conclusivo del mese sacro alla comunità islamica. 

Si ritorna a parlare di Ramadam e ancora una volta al centro delle polemiche c’è Bologna. Già, Bologna, lì dove sono stati organizzati, nei giorni scorsi, una serie di eventi in città – tra cui l’Iftar, la cena del Ramadan – per concludere il mese sacro agli islamici, ormai finito. Seguendo il modello di Faenza – che ha adattato le piazze alle esigenze della comunità – a Castel San Pietro, in provincia di Bologna, la festa di fine Ramadan si è svolta nella palestra della scuola media Pizzigotti. A denunciare la faccenda, riporta Il Resto del Carlino, sono stati proprio i genitori degli alunni. Questi, infatti, si sono accorti di quanto stava accadendo per caso e hanno denunciato la questione a Giovanni Bottiglieri, consigliere comunale di Prima Castello.

Ci siamo ritrovati con il parcheggio pieno di cittadini di religione islamica che regolamentavano anche la viabilità, e abbiamo sentito provenire dalla scuola i canti della loro religione. Una situazione surreale e i ragazzi hanno dovuto fare ginnastica all’aperto“, dicono i genitori. Ad infastidire, anche il fatto che la scuola non aveva comunicato nulla, questione che ha spinto Bottiglieri a rivolgersi al Primo Cittadino Fausto Tinti per denunciare la gravità del mancato avviso alle famiglie. 

L’episodio avvenuto nella palestra delle scuole medie è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza di un’amministrazione comunale che dà per scontato forse che siano tutti d’accordo e non si degna neppure di comunicare l’evento”, spiega Bottiglieri. “Non è stata garantita la corretta informazione alla scuola e di conseguenza ai genitori. Viene da pensare che in prossimità delle elezioni non abbiano voluto creare scontento tra i genitori”, prosegue. Intanto, però, gli studenti si dicono entusiasti di quanto accaduto.

Fonte: Il Resto del Carlino

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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