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Lamberto Sposini, otto anni senza poter parlare né scrivere

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La vita di Lamberto Sposini è drasticamente cambiata dopo quell’ictus che l’ha colpito il 29 aprile del 2011. Da allora, ha difficoltà a parlare e a scrivere. Ma la rabbia nei confronti della Rai non svanisce. 

Lamberto Sposini otto anni ictus - Leggilo

Era il 29 aprile del 2011, esattamente otto anni fa, quando Lamberto Sposini, conduttore e giornalista, viene colpito da un ictus seguito da un’emorragia celebrale, mentre si trovava negli studi Rai, poco prima di iniziare a condurre la trasmissione “La Vita in diretta”. Trasportato d’urgenza presso il Policlinico Gemelli di Roma, viene sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Soltanto il 21 giugno 2011 si hanno segni di miglioramento del giornalista che esce dal reparto di Terapia Intensiva. Comincia così la riabilitazione alla “Santa Lucia”, istituto della Capitale, dove rimane fino a novembre prima del trasferimento in una clinica privata, in Svizzera. 

Le terapie proseguono in Umbria, terra d’origine di Sposini, e poi a Roma. La decisione di dire addio al piccolo schermo arriva il 19 marzo 2015, dopo una caduta che gli costa una frattura dell’omero. Dopo una lunga riabilitazione, Sposini ha recuperato la motricità e le facoltà cognitive, ma soffre di afasia e agrafia, cioè difficoltà a parlare e scrivere. Per questo, continua la sua vita circondato dagli affetti, dalle sue figlie e dalle persone a lui care. Ma il dolore per quanto accaduto non sembra abbandonarlo. L’ultimo post condiviso sul suo profilo Instagram è segno di insofferenza per quanto accaduto, ma anche di rabbia: 

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Grazie Matteo!

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Infatti, da tempo prosegue lo scontro tra i suoi familiari e la Rai. A far scattare le polemiche è stato un ritardo nell’arrivo dei soccorsi, visto che l’ambulanza venne chiamata dopo circa un quarto d’ora, ed è arrivata sul posto dopo 40 minuti in quanto allertata per un “malore”. Per questo motivo, Sposini viene portato prima in un ospedale senza reparto di neurochirurgia, poi al Policlinico Gemelli, ma solo dopo due ore dall’ictus. Per questo motivo, sua figlia Francesca e la sua ex compagna, Sabina Donadio, hanno mosso da tempo un’azione giudiziaria contro la Rai per i ritardi causati dalla disorganizzazione e dei medici interni all’azienda che hanno sottovalutato la natura di quanto accaduto.

Nonostante la sentenza di primo grado, che ha tolto definitivamente le accuse dalla tv pubblica, le accuse proseguono e il 21 maggio prossimo i Giudici della Corte d’Appello si esprimeranno al riguardo. Nessun cenno, inoltre, denunciano i familiari, è giunto dalla Rai per quanto riguarda un accordo extragiudiziale per un risarcimento: 350mila euro, questa la somma, rispetto agli 11 milioni chiesti in precedenza.

Non c’è, ad oggi, un riconoscimento di ciò che è successo a Lamberto Sposini e il mutismo da parte della Rai sembra di disinteresse.

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