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Elvira Bruno strangolata in camera da letto. Gli agenti alla figlia: “Mamma non c’è più”

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Si erano sposati qualche anno fa, nel 2016. Una coppia felice, almeno in apparenza. In realtà, i due avrebbero divorziato a breve. Ma non hanno avuto il tempo.

Moncef Naili, un uomo di origine tunisina di 54 anni, ha ucciso Elvira Bruno, sua moglie, palermitana di un anno più piccola. I due vivevano insieme al civico 28 in via Antonino Pecoraro Lombardo, vicino alla Stazione Notarbartolo, a Palermo. Ed è stato lui stesso, dopo il terribile gesto, a chiamare la polizia e confessare quanto era accaduto. “Ho ucciso mia moglie, venite a prendermi”, ha detto l’uomo. I sanitari, una volta giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna, mentre Naili è stato portato in Questura per essere sottoposto ad interrogatorio. Il Procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e il pm Federica La Chioma hanno raccolto la testimonianza dell’uxoricida. Gli investigatori della squadra mobile, che indagano sul caso, stanno effettuando in queste ore i rilievi nell’abitazione dove è avvenuto l’omicidio.

Secondo le prime ricostruzioni, pare che dopo una nottata di lavoro lei, che faceva la badante, sarebbe tornata nel loro appartamento alle prime luci dell’alba. Il compagno avrebbe tentato un approccio mentre si trovavano nella camera da letto. Di fronte al suo rifiuto lui avrebbe insistito, ma non riuscendo a vincere le sue resistenze l’ha strangolata. “Le ho stretto le mani al collo con tutta la forza che avevo”, ha confessato Moncef davanti agli investigatori della sezione Omicidi della Squadra Mobile e al procuratore aggiunto Annamaria Picozzi.

“Mai una voce, un grido”: il marito l’ha uccisa nel silenzio

La donna è caduta per terra e il marito ha poi tentato di rianimarla, ma era ormai troppo tardi. Ha così nascosto il corpo con una coperta e ne ha trascinato il cadavere in camera da letto, dove i medici del 118 l’hanno trovata.A dire dei vicini, i due sembravano una coppia senza conflitti. “Lui era una persona t ranquillissima e anche la moglie, non ho mai sentito una voce, un urlo. La testa impazzisce ogni tanto”, dice un inquilino del palazzo. Invece, secondo a quanto riferiscono persone vicine alla donna, Elvira avrebbe voluto lasciare il marito, a causa della troppa gelosia. Per questo, aveva iniziato a lavorare come badante e aveva avviato le pratiche per il divorzio. I due coniugi si erano sposati qualche anno fa, nel 2016, ma poco dopo era arrivata la crisi. Poco dopo l’arrivo delle Forze dell’Ordine è arrivata una delle due figlie della vittima, con ancora lo zaino sulle spalle. Dopo un breve colloquio con gli agenti, ha appreso la tragedia: sua mamma non c’era più.

Elvira è un’altra donna che è morta per mano della persona che avrebbe solo dovuto amarla, proprio come Romina, uccisa dell’ex compagno perché non accettava la separazione.

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