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Immagini sacre coperte in cimitero per non non urtare la sensibilità di altre fedi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13
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Sergio Maccagnani, Sindaco PD di Pieve di Cento, un paesino in provincia di Bologna, ha avviato un progetto di ristrutturazione del cimitero comunale con un sistema di oscuramento di immagini sacre per non urtare la sensibilità dei non credenti e delle persone di altre fedi.

Pieve di Centro il cimitero immagini sacre oscurate - Leggilo

Sergio Maccagnani, del PD, indossa la fascia tricolore da Primo Cittadino di Pieve di Cento, un paesino di circa 8mila abitanti in provincia di Bologna dove è in corso la ristrutturazione del cimitero comunale. Il progetto prevede – per decisione del Sindaco – di montare un sistema di oscuramento motorizzato con teli di tessuto che consentiranno, all’occorrenza, di coprire temporaneamente le immagini sacre e le tombe di famiglia situate all’interno di una cappella, così da favorire e permettere la celebrazione di riti laici. Ci sarebbe infatti necessità di non urtare la sensibilità di altre religioni e dei non credenti, come riportato da La Repubblica.

Si vogliono coprire i simboli cattolici per non disturbare le altre religioni“, ha fatto sapere la Giunta. Immediata la risposta di Galeazzo Bignami, deputato di FI: “Ecco l’ultima trovata dei sinistrati che per non mancare di rispetto alle altre religioni offendono i valori cristiani”. Maccagnani si è così difeso dalle accuse: “Come amministrazione abbiamo in questi anni a Pieve contribuito a ricostruire tre chiese lesionate dal sisma del 2012, insieme alla salvaguardia del nostro crocifisso e delle opere d’arte che erano all’interno della Collegiata crollata nel 2012 dopo il sisma. Noi siamo stati sempre a fianco della parrocchia di Pieve in questi anni nella ricostruzione dopo il terremoto”.

C’è chi fa notare, non a torto, come quei simboli siano portatori di un’identità culturale, storica e religiosa. Simboli e segni che spesso una certa Sinistra prova a mettere in dubbio. L’idea di rendere quel luogo – anche se limitatamente ad un funzione “laica” e in un solo ambiente – un privo della propria connotazione originaria lascia perplessi, come riportato da TgCom 24.

Era già successo quando si era discusso se togliere o meno i crocifissi nelle scuole, per non urtare la sensibilità degli studenti non credenti. In un istituto di Palermo, il Preside diffuse addirittura una delibera che vietava alle insegnanti di far recitare la preghiera ai propri alunni. Ma anche a Torino, Silvio Viale, vicecapogruppo del PD della Giunta, nel 2016, presentò una mozione per togliere il crocifisso dall’aula dove si riuniva il consiglio comunale. Insomma, quella della rimozione dei simboli sacri è una battaglia ideologica che per cui la Sinistra si batte da tempo ma che trova sempre opposizioni. Con l’intento di difendere i non credenti e le altre religioni, infatti, si cade nell’errore opposto: discriminare i cattolici in un luogo di culto nei cui simboli si sentono riconosciuti.

La ristrutturazione del cimitero “è un progetto importante – dice il Sindaco di Pieve di Cento in questo ambito il tecnico incaricato ha ipotizzato la possibilità di inserire nella cappella del cimitero, che non è mai stata consacrata, un sistema a tendine che all’occorrenza possa rendere la cappella uno spazio bianco. Non stiamo parlando di funerali di musulmani che hanno cimiteri a loro dedicati non a Pieve. Invito quindi Bignami a non utilizzare i defunti e simboli religiosi per fare propaganda politica.”.

Fonti: La Repubblica, TgCom24

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