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Zingaretti: “Il sequestro del bus rende lo Ius Soli necessario”. E il PD perde la Basilicata

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Elezioni Basilicata: trionfa Vito Bardi, ex generale 67enne della Guardia di Finanza, sostenuto da cinque liste e candidato del centrodestra con FI. Una vittoria senza precedenti, la prima per il centrodestra dopo ben 24 anni. Il PD, invece, scende e rimane fermo. Perde per la settima volta.

Zingaretti insiste sullo Ius Soli - Leggilo

E’ Vito Bardi a vincere le elezioni regionali in Basilicata, con il 42,2% delle preferenze. Una vittoria per il centrodestra che non si vedeva da 24 anni. “Abbiamo scritto la storia: la Basilicata è pronta per il cambiamento. Chiamerò Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni per fare una grande festa”, ha detto Bardi, candidato di Forza Italia, dopo poco lo spoglio. “Al primo posto nell’agenda c’è il lavoro. I giovani saranno presenti e dovranno avere opportunità in questa terra. Trasparenza, meritocrazia e legalità saranno al centro. La Regione è di tutti e io sarò il presidente di tutti“, queste le parole dell’ex generale della Guardia di Finanza che ha mosso i primi passi in politica proprio con FI.

Uno stacco di quasi 10 punti percentuali sul centrosinistra, come avevano previsto i sondaggi. Nulla di nuovo rispetto all’Abruzzo, Sardegna, Molise, Friuli, tutte capitanate ormai dal centrodestra. Il centrosinistra cala, ma si rileva anche un netto calo di consensi nel M5S, che ha dimezzato i voti. In Basilicata, nel 2018, il M5S alla Camera aveva ottenuto il 44,3% dei voti, mentre il centrodestra il 25,4%. Il centrosinistra era crollato al di sotto del 20% e il PD si era fermato al 16%. Andando ancora indietro nel tempo, nel 2013 il centrosinistra dominava: il PD era al 25%, la Lega non si presentò e il M5S era fermo al 9%.

Il PD perde per la settima volta

Ma le cose sono cambiate, i piani si sono ribaltati e le regioni rosse – quelle storicamente e da sempre dominate dal centrosinistra – sono in calo. Le speranze, ieri, sono state di nuovo minate. Il PD ormai sembra essere una realtà vana e che esiste solo in teoria, solo nella mente, dicono, di Nicola Zingaretti, neosegretario PD. Il Partito non è presente né con una lista né con il proprio simbolo. Impossibile fare un confronto con i risultati delle passate elezioni, impossibile pensare al PD come una nuova forza di Governo: con queste cifre non si può competere, neanche al pensiero. Il PD perde per la settima volta, ma a sentire Zingaretti il suo Partito sarebbe in crescita e avrebbe un futuro stellare, mentre chi è al potere, invece, starebbe facendo danni.

Zingaretti definisce il Governo Conte come un “Governo di incertezza, che fa danni, pasticci e litiga: un irresponsabile”. Da cambiare, per il neosegretario, le politiche migratorie: “In gioco c’è la sicurezza di tutti, bisogna avere politiche efficaci sui flussi, una strategia non di tensione ma di accordi internazionali”. Nicola Zingaretti ha parlato anche di un Governo in costruzione, un opera alla quale il PD starebbe lavorando – per unire le persone e non dividere. Come? Con lo Ius Soli:Una questione di civiltà e di diritti che si è riaffacciata dopo la vicenda del bus. Bisogna riaprire il capitolo della cittadinanza”. In sostanza, se da un lato il PD è guidato da un Nicola Zingaretti trionfatore, sognatore, che si incaponisce sullo Ius Soli, tutto sembra un’idea vaneggiata nell’aria: di fatto, il PD accumula sconfitte su sconfitte, e con le elezioni in Basilicata ha perso per la settima volta. Un risultato distruttivo. E se c’è qualcuno che costruisce, di certo quello non è il PD. Ci riprova, a rimettersi in piedi, ma ormai il confine delle regioni rosse sta per terminare. Ad una ad una si tingono di blu. E Matteo Salvini, dal canto suo, può dirsi soddisfatto: “Stiamo arrivando dappertutto, spazzeremo via la vecchia classe politica e chi cerca di fermarci”, ha detto il Vicepremier. Un risultato atteso ma che obbliga a fare i conti con la realtà. La realtà è che per il PD non c’è storia.

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