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Renzi, l’accusa dei giudici: “700 mila euro di fatture false”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35
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Un raggiro di primisso piano, quello perpetrato dai geniotri dell’ex premier Matteo Renzi, secondo i magstrati che hanno condotto le indagini. Nessun complotto, dunque, solo i fatti, che sarebbero per gli inquirenti gravi ed inoppugnabili.

Sale a 700 mila euro l’importo contestato a Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell’ex Premier Matteo Renzi ora condannati agli arresti domiciliari.

Il conto dei magistrati di Firenze parla chiaro: sessantacinque fatture per interventi inesistenti per un valore di oltre 700 mila euro. Questo è l’importo che viene contestato a Tiziano Renzi e Laura Bovoli amministratori della cooperativa Marmodiv, utilizzata dai genitori dell’ex Premier fiorentino per alleggerire la loro società Eventi6.

Una vicenda dai risvolti poco nobili quella che vede come protagonisti i coniugi Renzi, le cui radici risalgono al 2012.
Marmodiv, infatti, è un prodotto che nasce dalle ceneri di un’altra nota cooperativa la ‘Europe Service’ (la cui attività cessa appunto nel 2012). Passerà solo qualche mese per far sì che Piergiovanni Spitieri, ex amministratore dell’Europa Service, diventi il futuro amministratore unico della Marmodiv e con essa, guarda caso, il maggior prestatore di servizi della Eventi6.

Ma l’alone di mistero continua a infittirsi quando a partire dal 2013 l’attività inizia a emettere fatture per prestazioni mai esistite, fino ad arrivare, nel 2016, a un ammontare di oltre 100 mila euro, come riportato da Adnkronos.

Nel corso del 2017 qualcosa inizia a far storcere il naso. Troppe, infatti, sono le fatture emesse dalla Marmodiv in parte inesistenti. Il motivo subito chiaro: gonfiare le fatture per consentire all’Eventi6 di poter evadere le imposte sui redditi e i valori aggiunti e questo si ripete per diversi anni fino ad arrivare ad un totale di oltre 700 mila euro, come riportato da Repubblica.

Un vera fortuna illecita che le indagini e le confessioni dei dipendenti fanno risalire direttamente all’amministrazione di Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Il tutto sotto lo sguardo amareggiato del loro figlio Matteo Renzi che ha mostrato pubblicamente il suo sgomento.

Fonti: Twitter Alessandro Maiorano, Repubblica

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