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Un’altra buona notizia per Amanda, sarà risarcita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:02
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Amanda Knox imputata, condannata e assolta per l’omicidio di Meredith Kercher sarà risarcita.

Amanda Knox, risarcimento

Una cacciatrice di uomini, insaziabile a letto“. Fu il ritratto di Amanda Knox delineato da Elis Prenga, albanese, ex amante della studentessa americana al settimanale inglese News of the World. Il ragazzo riferì al tabloid britannico di aver fatto un’autentica «maratona sessuale» con la ragazza americana – ventenne all’epoca dell’omicidio –  poche settimane prima che Meredith Kercher venisse trovata morta a Perugia. Elis Prenga lavorava come barman in un locale di Perugi e descrisse Amanda, come un cacciatore con la sua preda, che riusciva sempre a catturare gli uomini che desidera.

Il giovane albanese avrebbe incontrato la prima volta Amanda nel bar in cui lavorava la ragazza. Prenga raccontò di aver inviato un sms ad Amanda per poterla incontrare. La ragazza rispose. Il testo recitava: «Tanti baci. Ci vediamo domani. Verrò da te dopo le lezioni. Ciao bello». La sera del giorno successivo Amanda mantenne la promessa: si presentò a casa di Prenga e dopo aver mangiato un pizza e aver bevuto una bottiglia di vino la serata dei due finì a letto. Amanda, raccontò il ragazzo albanese, gli avrebbe strappato letteralmente strappato i vestiti di dosso.  Prenga ricorda che Amanda si vantava dell’uso quotidiano di droghe, come riportato da Il Corriere della Sera: «Non era quel tipo di ragazza che porti a casa per farle conoscere tua madre. Sapevo che lei voleva solo sesso».

Prenga disse di non aver mai pensato di avere una storia seria con la Knox. «Non puoi avere storia romantica con Amanda. Era chiaro già il giorno in cui l’ho invitata a venire da me» conferma il giovane. Il ragazzo, all’epoca dei fatti poco più che ventenne, raccontò nei minimi particolari il loro rapporto sessuale e disse che ad Amanda piaceva fare sesso violento e adorava morderlo. Spesso, disse, lo afferrò da dietro procurandogli un forte dolore. Una settimana dopo il primo incontro, i due ebbero un altro rapporto: «Amanda sembrava molto distante. Era diventata un’altra persona». L’ultima volta che i due si sarebbero sentiti è stato poche ore prima che Amanda fosse incarcerata: «L’ho chiamata perché ero inorridito per quello che era successo. Non pensavo affatto che lei potesse essere coinvolta in questa storia».

Diya «Patrick» Lumumba, il congolese che in un primo momento fu accusato da Amanda dell’omicidio descrisse così la ragazza americana: «Voleva essere l’ape regina. Odiava tutti coloro che le rubavano il palcoscenico, e questo valeva anche per Meredith». La Knox, secondo Lumumba, lavorava poco e faceva avance ai clienti «Non penso sia malvagia, per esserlo hai bisogno di un’anima. Amanda non ce l’ha. È vuota. È un’attrice, che cambia le sue emozioni in un istante. Non credo a una sola delle sue parole. Tutto quel che esce dalla sua bocca è una bugia. Ma quelle bugie mi hanno macchiato per sempre».

Sono passati da dodici anni da quando Meredith Kercher, 22enne inglese in Erasmus in Italia, è stata trovata morta nella villetta dove abitava, a Perugia. La Knox, insieme a Raffaele Sollecito, altro indiziato. Amanda è riuscita a trarsi in salvo dall’accusa di un delitto nel quale sembrava coinvolta fino al collo. L’immgine di persona fredda, doppia e violenta descritta da molti dei suoi conoscenti sembrava l’annuncio di una condanna definitiva. Tuttavia, al termine di un percorso giudiziario controverso e con diversi colpi di scena, venne scagionata e assolta. Ora la ragazza dal volto d’angelo, deve essere risarcita di 10.400 euro per i danni morali subiti, come riportato dall’Adnkronos. A questo  vanno aggiunti altri 8mila euro per le spese legali.

La Knox ha più volta sostenuto di aver subito un processo iniquo e di essere stata maltrattata durante l’interrogatorio, facendo appello anche alle modifiche avvenute durante le trascrizioni dei verbali. Si era allora rivolta alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Oggi, la pronuncia dei giudizi di Strasburgo. Molte parole della Knox, americana, erano state trascritte male, quindi aveva fatto ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’uomo per il trattamento ingiusto.

Fonti: Adnkronos, News of the World, Il Corriere della Sera