Home Spettacolo e Gossip Annalisa Minetti: “Sei cieca, perchè fai figli?”

Annalisa Minetti: “Sei cieca, perchè fai figli?”

CONDIVIDI

Annalisa Minetti aveva pubblicato su Instagram una foto con in braccio la sua bambina. Ci si sarebbe aspettati commenti carini e di gioia. E invece, per la donna, sono piovuti attacchi e offese. Il perché? Ha messo al mondo un figlio. E allora? Allora è disabile, e non avrebbe dovuto.

“Sei cieca. Non avresti dovuto diventare mamma e mettere al mondo un figlio”: è solo uno degli insulti pubblicati sulla pagina Instagram della cantante, ex Miss Italia e sportiva, non vedente dall’età di 18 anni a causa di una malattia. Ma il commento non è l’unico: ne segue una sfilza che ne condanna l’ostentazione della malattia – un po’ come il caso della Toffa; c’è chi poi ne critica la bella vita e chi ancora ne condanna l’attivismo.

Io non avrei mai messo al mondo dei figli che non potrei mai vedere, mi sembra che si è sposata addirittura due volte, fa mille attività, corre, canta, credo che avrà una stregua di persone che l’aiutano… sai, non mi va di giudicare, forse è un modo per non impazzire e non pensare”, si legge. Sempre di più Internet diviene luogo di offese ripetute e continue, attacchi che colpiscono non solo il personaggio, ma la persona stessa. Il cyberbullismo, che Instagram stesso cerca di combattere, bloccando i commenti offensivi, è un problema all’ordine del giorno in un mondo invaso da tecnologia, dove il confine tra vita e immagine sfuma sempre di più e dove tutti credono di poter commentare ogni cosa, non distinguendo il confine che separa vita privata e spettacolo.

 

Minetti,che oggi ha 42 anni, dieci mesi fa ha dato alla luce una bimba, avuta da Michele Panzarin, secondogenita. Fabio, di 10 anni, è invece figlio dell’ex marito, Gennaro Esposito. La carriera della donna era cominciata nel 1997 con la partecipazione a Miss Italia; poi, l’anno seguente al Festival di Sanremo, e poi ai Campionati Paralimpici. Una forma di reazione a un handicap che va in direzione dell’attivismo, del darsi da fare. Che non si chiude in camera a piangere, tra quattro mura chiuse al mondo, ma reagisce, cercando di prendere dalla vita tutto quello che si può, quello che rimane. Cercando di non rimanere intrappolati, soffocati, nell’angoscia di malattie psicologicamente e fisicamente atterranti. Lo sa bene Bebe Vio, l’atleta senza braccia e senza gambe che vive come se avesse braccia e gambe. Oppure Giusy Versace, senza gambe e che invece indossa tacchi e gonne come se il problema non esistesse. Magari, la Minetti, che non può vedere quello che c’è intorno, privata del piacere della vista, che non vede tramonti, né il mare, e che si sforza per non perdere dalla testa le ultime immagini che le rimangono, affinché col tempo non sfumino, si consola con il suono della risata della figlia. E proprio la Minetti, aveva detto ospite in un programma, in lacrime, “Non potrò mai vedere i miei figli”, una cosa che sa bene e che la fa soffrire. Un problema senza risoluzione, un’immagine, quella del volto dei figli, che può solo pensare, provare a immaginare, come chi prova a dare i contorni di un volto di qualcuno che non ha mai visto.

A rendere nota la vicenda è stato lo scrittore e attivista Iacopo Melio: “Ma davvero si lotta e si resiste per questa gente qui?”, si è chiesto.

La Minetti, con una didascalia sotto una foto in cui si mostra sorridente, ha ringraziato Melio: “Le parole di questi ignoranti e infelici non mi toccano. Io vivo e vivrò sempre di più. Cresco i miei figli come donna realizzata nella vita e nel lavoro, non sacrificando mai un dentino, una recita, una prima pappa nonostante questo mi costi fatica e a volte piango da sola di notte chiusa in camera. Volevo ringraziare Iacopo Melio perché ha deciso di rispondere a quei pochi ignoranti che hanno giudicato la mia vita, il mio ruolo di madre e la mia natura di donna”.

Chiara Feleppa