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Montecitorio, un deputato ha inciso il suo nome su un banco: “Vandalismo come a scuola”

Il nome dell’ex deputato Giuseppe Romele è stato trovato inciso su un banco del Parlamento. Lui si difende.

C’è un episodio di “House of Cards“, la serie tv in cui fino a poco tempo fa brillava la stella di Kevin Spacey, che ricorda molto la storia che andiamo a raccontare. Doug, l’assistente del Presidente Underwood, subodorando che le cose si stanno mettendo male, entra nello Studio Ovale e incide il suo nome sotto un cassetto.

Giuseppe Romele: “Non sono stato io a incidere il banco”

Quella era fantasia, ma la realtà non si discosta di molto. Sul web è infatti circolata una foto, riportata da Il Giornale di Brescia, in cui si può vedere un banco di Montecitorio su cui è stato inciso il nome “Romele”. Per chi non lo conoscesse, Giuseppe Romele è stato un deputato per quattro legislature, prima con Forza Italia e poi con Fratelli d’Italia. Il banco adesso appartiene a Elio Vito, parlamentare di FI e amico di Romele, che aveva tentato di difenderlo: “Non ho visto quella scritta. Non c’è”. Eppure altre foto dicono il contrario:  “Non l’ho fatta io. Non ho scarabocchiato il banco e poi si vede che non è la mia calligrafia” ha dichiarato l’attuale vicesegretario regionale di Fratelli d’Italia, come riportato da Repubblica. Romele ha poi proseguito:  “In quattro legislature sono stato seduto in almeno 7-8 banchi e non so quale spazio sia quello. Poi -chissà perchè questa scritta salta fuori dopo otto mesi che non sono più deputato. Mi hanno fatto uno scherzo”. E chi potrebbe esserne l’autore? L’ex deputato ha una sua teoria: “Secondo me è qualcuno che mi rimpiange, che ha un po’ di nostalgia e che mi ha voluto ricordare così”. 

Nostalgia canaglia per un presunto fan di Romele quindi? Però il danno rimane e lui non ha nessuna intenzione di pagarlo: “Spero che a nessuno venga in mente di chiedere a me di ripagare un banco. Non ho fatto nulla e poi – aggiunge – basta un po’ di cartavetro e la scritta viene via. Magari lo può fare anche il presidente Fico…”. Secondo l’ex deputato infatti non ci sarebbero prove: “Se sostengono che ho firmato il banco, si faccia una perizia calligrafica. Alla Camera i problemi veri da affrontare devono essere altri, non uno scarabocchio”.

Come al solito, la colpa non è mai di nessuno.

Fonti: Il Giornale di Brescia, Repubblica

 

Pubblicato da
Valentina Colmi

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