Home Economia Bruxelles e il no alla manovra economica: “Salvini? Non è un eroe”

Bruxelles e il no alla manovra economica: “Salvini? Non è un eroe”

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Bruxelles ha bocciato la manovra economica voluta dal governo giallo-verde. Duro attacco di Pierre Moscovici a Matteo Salvini.

L’avevano detto e l’hanno fatto. Da Bruxelles erano arrivati degli avvertimenti: prima le lettere, poi l’invio dei commissari e infine la bocciatura. La manovra economica varata dal governo è stata ritenuta indegna dall’Europa. D’altronde le avvisaglie c’erano tutte, eppure entrambi i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio non hanno arretrato di un millimetro: il rapporto deficit/Pil che per la UE dovrebbe essere dell’1,5% è e continuerà ad essere del 2,4%.

Bruxelles boccia la manovra e se la prende con Salvini

Che i rapporti non fossero mai stati felici, lo si era capito da tempo. Prima Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, aveva detto che l’Italia avrebbe fatto la fine della Grecia, poi Salvini gli aveva risposto dandogli dell'”ubriaco”, poi ancora il commissario per l’economia Pierre Moscovici aveva dichiarato che in Italia “ci sono tanti piccoli Mussolini”. Senza dimenticare ovviamente la strategia di Francia e Germania per affossarci: niente conti in ordine? Niente finanziamenti.

Lo stesso Moscovici è intervenuto nel dibattito dichiarando: “È quando il governo italiano o uno dei suoi esponenti che parla che lo spread sale. Matteo Salvini non è un eroe, non è eroico per niente” intendendo la sua strategia sui conti pubblici: “non c’è nessuna istituzione né pubblica né privata che preveda la crescita e il deficit contenuti nella manovra italiana e questo non è serio” ha continuato Moscovici.

Il vice premier come al solito risponde che continuerà per la propria strada: “All’Europa chiedo rispetto per il Popolo Italiano, visto che paghiamo ogni anno almeno 5 miliardi in più di quello che ci torna indietro. Diritto al lavoro, diritto alla salute e allo studio, meno tasse e più sicurezza: noi andiamo avanti!” E ancora: “Mi permetta di non commentare questo signore, noi chiediamo rispetto per 60 milioni di italiani che la mattina si alzano e vanno a lavorare e in cambio non chiedono insulti, ma la possibilità di curarsi, di andare in pensione” ha detto in suo intervento a  “Stasera Italia” su Rete 4.

Inoltre, il vice premier si domanda dove fossero finiti tutti i commissari europei con i precedenti governi: “Mi chiedo come mai l’Europa non ha detto nulla negli anni scorsi, quando i governi Renzi e Gentiloni hanno impoverito il Paese. Arriviamo noi, ci hanno scelto gli italiani e ogni giorno ne hanno una: mandano gli ispettori, mandano una lettera…non rispondo a Moscovici ma rispondo agli italiani”.
E’ presto detto. Nessuno probabilmente interveniva perché è stato fatto un accordo tra governo e Bruxelles: maggiore flessibilità sui conti e in cambio tutti gli immigrati che sbarcavano sulle nostre coste, come ha detto l’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.