Home Politica Disabile, licenziata dal PD: “Ho scritto a Renzi, non mi ha risposto”

Disabile, licenziata dal PD: “Ho scritto a Renzi, non mi ha risposto”

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Lorena Spaziani ha lavorato per 12 anni al Parlamento ed è una persona disabile. Licenziata, nessuno le ha dato risposta sul suo futuro tranne un politico. La vicenda ha finito per toccare anche l’ex premier Renzi: perchè a licenziare Lorena e stato il PD e perchè l’ex premier è reduce da una polemica sul tema del disagio e della disabilità nata da un video riguardante il portavoce del Governo Conte, Rocco Casalino. Nel filmato – in verità vecchio di oltre dieci anni Casalino affermava di provare fastidio per le persone affette da sindrome di Down.

 

Casalino ha chiarito come le parole pronunciate nel video erano nient’altro che una recita dove egli aveva interpretato, a richiesta, un personaggio volutamente sgradevole. Renzi non ha tenuto in nessun conto questa giustificazione e ha bollato le affermazioni di Casalino come “squallide” chiedendone le dimissioni. L’ex premier, per sottolineare la diversa sensibilità tra lui e Casalino,  ha pubblicato un’immagine di sua nipote – la bellissima Maria – affetta anch’essa da sindrome di Down. L’iniziativa non è stata esente da polemiche: l’ex premier è stato a sua volta accusato di strumentalizzare la piccola e non solo dagli avversari politici. A criticare Renzi anche il Corriere delle Sera, certo non tenero con il Governo in carica. Ora Renzi viene tirato in ballo nuovamente, sul tema della disabilità, su caso di Lorena.

Lorena Spaziani è una donna disabile civile al 65% a causa della sclerodermia, una malattia autoimmune che le ha attaccato le mani, la mobilità e le spalle. Per 12 anni ha lavorato all’interno del gruppo PD al Parlamento, ma poi è successo qualcosa, come ha detto lei stessa a “Le Iene”: “La mia malattia non mi ha mai impedito di lavorare. Sono stata licenziata ingiustamente dal gruppo parlamentare del PD“. Lorena racconta che a fine legislatura sono stati tutti licenziati, come da prassi, ma che poi con il nuovo corso non sono più state riassunte 25 persone, tra cui lei. “La mia vita è difficile: vivo con 1000 euro di disoccupazione, ho spese mediche ed è una situazione che mi rende molto arrabbiata“. Ma perché Lorena non è rientrata in quella quota per cui un’azienda con un certo numero di dipendenti – e questo ovviamente è il caso del Parlamento – deve assumere le categorie protette? “Mi è stato risposto dal direttore amministrativo che non era possibile perché loro non erano tenuti a rispettare la legge sulle categorie protette”.

Lorena, disabile, licenziata dal PD

Il Parlamento allora è il primo a non rispettare le leggi che esso stesso promuove? E ancora: il PD che con il Jobs Act ha esteso l’assunzione delle categorie protette anche ai sindacati e ai partiti. non segue la legislazione? “Il gruppo parlamentare appellandosi all’autoregolamentazione interna delle Camere ha sostenuto che loro per non era dovuto”.

Lorena racconta di aver scritto a Renzi  – che dovrebbe avere a cuore i diritti delle persone diversamente abili come ha cercato di dimostrare con sua nipote Maria affetta dalla Sindrome di Down – ma di non aver avuto risposta. Incalzato da Filippo Roma, l’inviato de Le Iene, ha risposto: “Il tema riguarda il gruppo parlamentare del PD alla Camera. Io sono quello che quando è arrivato c’era un fondo per la disabilità a 50 milioni, quando sono andato via a 500 milioni”. Comunque Renzi ammette che la risposta data a Lorena dal direttore amministrativo del gruppo parlamentare è “una stronzata senza paragoni” pur non potendo prendersi un impegno specifico per lei. L’ex premier ha aggiunto: “Ho scritto sul caso a chi di dovere, non solo per la posizione di questa signora, ma anche per gli altri. Certo avendo preso meno voti alle ultime elezioni il gruppo parlamentare del PD può assumere meno persone…

Lorena prosegue dicendo di aver scritto a diversi politici, tra cui Graziano Delrio, presidente del gruppo parlamentare PD, poi i Presidenti di Camera e Senato, al Ministro della Disabilità, al sottosegretario Giorgetti. L’unico che le ha risposto è stato Luigi Di Maio: “Una soluzione la dobbiamo trovare, ci troveremo con Loredana al Ministero del Lavoro”.