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“Sara è morta dopo una lunga agonia”. Le sue ultime parole prima di andarsene

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Il linfoma non ha lasciato scampo a Sara Anzanello, pallavolista veneta, che fino all’ultimo giorno della sua vita non ha mai smesso di combattere la malattia.

Parole di speranza che ora suonano come pugni nello stomaco. Sara Anzanello, campionessa di pallavolo, ha affrontato tante sfide nella sua vita, e non si è tirata indietro nemmeno davanti a quella più difficile, quella contro una malattia feroce che non le ha lasciato scampo. Dalla sfida più dura, Sara è uscita sconfitta, ma non prima di aver lanciato sui suoi social messaggi che invitano a godersi totalmente la vita e il presente.

 

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5 anni da quando è cambiata la mia vita. Un fulmine a ciel sereno, un frontale con un camion… dopo giorni di letargo ci avrei messo ancora del tempo per risvegliarmi ed affrontare la realtà. Realtà alla quale non ero pronta, una realtà dura che ha cambiato i miei obiettivi, mi ha obbligata a lasciare il campo di serie A, mi ha dato dei limiti che non avevo mai avuto, una realtà che mi fa vivere grazie a delle medicine. Ma in questi 5 anni, piano piano, ho riscoperto la natura, la gioia di un manto bianco in montagna, una camminata tra i boschi, la mia famiglia… non tutto il male viene per nuocere, se lo si affronta con il sorriso e lo si accetta per quello che è. Accetta ció che non puoi cambiare e cambia ció che è nelle tue mani. Sorridi, sorridi, sorridi. Ogni tanto piangi, perché gli ostacoli ci sono e alle volte sembrano enormi, ma non mollare mai… finché c’è vita. Rispetta la vita, sempre. Il nostro tempo su questa terra finirà e vale la pena approfittarne nel miglior modo possibile, ossia facendo ciò che ci rende felici. Io sono stata sempre molto fortunata, anche ora. Ho avuto una bella carriera, un male mi ha travolto ma sono qui a raccontarlo (thanks my angel and thanks Niguarda), ho la mia famiglia vicina, una persona speciale che adoro, amici a cui voglio bene e del tempo per vivere… Il tempo non si può comprare, una volta che è passato non torna piu ed io lo sto imparando piano piano… ho iniziato a rendermene conto 5 anni fa. Buon san fegatino a me🎉

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Il cuore si stringe nel rileggere le parole della sportiva azzurra sui suoi profili social. Due giorni fa, dopo una lunga agonia, Sara Anzanello è morta in ospedale. Con la maglia dell’Italia del volley sulle spalle aveva vinto titoli mondiali ed europei. Poi nel 2013, in Azerbaigian, aveva contratto una gravissima forma di epatite che l’aveva costretta a subire un trapianto di fegato.

Sara Anzanello, il tifo per la sua Italia fino alla fine

Sara Anzanello ha combattuto con tutte le sue forze contro il linfoma che l’ha colpita. Da sportiva e amante della natura, per la campionessa di volley è stato difficile doversi abituare ad una vita completamente diversa da quella precedente. Dopo il trapianto, la pallavolista aveva anche ricominciato a giocare e a sciare, le sue due più grandi passioni. Ma la malattia l’ha costretta prima a rallentare e poi a fermarsi completamente. Dal suo letto d’ospedale Sara non ha mai smesso di lottare e di seguire con amore le sue compagne della Nazionale italiana, impegnate nei Mondiali 2018. Ha sofferto con loro, ha gioito con loro della medaglia d’argento vinta, una forza in più in campo che ha trascinato le azzurre fino alla fine. Ora Sara non c’è più, ma le sue parole restano, come messaggio di speranza e di attaccamento alla vita per chi guarda ogni giorno negli occhi un male più grande.

 

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Obbligatorio tifare Italia…ovunque!!!!👏🏻👏🏻👏🏻💪🏻💪🏻💪🏻

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Alessandra Curcio