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Rai delusa da Cristina Parodi, share in picchiata

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Non è un buon periodo per gli ascolti Rai che devono correre ai ripari prima di essere ulteriormente surclassati dai programmi Mediaset, soprattutto nel weekend.

Cristina Parodi è tornata in tv, dopo il clamoroso insuccesso dello scorso anno con la sua Domenica In condotta in tandem con la sorella Benedetta. La Rai le ha affidato uno spazio pomeridiano successivo a quello di Mara Venier. Ma gli ascolti non decollano.

Il pubblico ha bocciato il nuovo programma di Cristina Parodi, La prima volta, in onda la domenica pomeriggio su Rai 1, dopo la Domenica In affidata a Mara Venier. I dati raccolti dall’Auditel mostrano un drastico calo degli ascolti, simile a quello registrato lo scorso anno dalle sorelle Parodi. Mentre il contenitore televisivo della Venier sta battendo di domenica in domenica la diretta rivale Barbara D’Urso, in onda su Canale 5 con Domenica Live, quando arriva il momento della Parodi, in Rai si registra un tracollo dell’audience. Lo share di domenica 21 ottobre si è fermato al 12,1%, in netta picchiata rispetto al traino offerto da Domenica In del 15,89% di ascolti.

Un periodo non facile per Cristina Parodi dopo le dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista per Lunatici su Rai Radio 2. Quando le hanno chiesto a cosa sia dovuta l’ascesa di Matteo Salvini, ha risposto: “È dovuta all’arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all’ignoranza. Mi fa paura vedere un tipo di politica che è basata sulla divisione, sui muri da erigere“. Una dichiarazione poco diplomatica che ha provocato un vespaio, con la Lega che chiedeva a gran voce le sue dimissioni dalla Rai, attraverso una nota firmata dai parlamentari Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco. “Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai. Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile. Ne chiederemo conto in Commissione di Vigilanza Rai con un’interrogazione“, avevano scritto i leghisti.

A venire in soccorso era stato proprio Matteo Salvini ai microfoni di Radio Radicale: “Leggevo che alcuni parlamentari della Lega hanno attaccato Cristina Parodi per le parole poco carine nei miei confronti, ha detto che il successo della Lega è dovuto all’ignoranza. Ma io li chiamerò e dirò di passare sopra, lasciamo che siano gli altri a fare polemiche, noi dobbiamo pensare a lavorare, poi gli elettori ci giudicheranno“. Il caso si era chiuso lì. Spettava ora alla Parodi fare la sua parte, professionalmente, in Rai, dopo l’insuccesso dello scorso anno. Ma la strada è in salita, ancora una volta.

Alessandra Curcio