Home Cronaca Il giornalista di Repubblica: “Appendiamo i fascisti per i piedi”

Il giornalista di Repubblica: “Appendiamo i fascisti per i piedi”

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Maurizio Crosetti è un giornalista e saggista di Repubblica. Uno con i capelli bianchi, che – sebbene non abbia vissuto la guerra – sa bene che quelli non erano bei tempi. Proprio perché ha avuto la fortuna di non viverla, dovrebbe capire che tirare fuori una pagina nera della storia italiana – appendere il Duce a testa in giù in piazzale Loreto è stata comunque una barbarie – non giova a questo clima di tensione.

Crosetti infatti ha scritto un tweet – ormai rimosso –  per niente equivoco in cui in sostanza dice che bisogna fare resistenza contro questo clima fascista arrivando addirittura alle estreme conseguenze: “Sia chiara una cosa. Dobbiamo reagire, indignarci, batterci, denunciarli, resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso appenderli per i piedi. Mai più fascisti”.

Inutile dire che questo intervento ha scatenato un putiferio, anche perché da mesi ci viene propinata da parte della Sinistra – quella che si crede la custode dell’intellighenzia – la faccenda dell’essere superiori. Ma, alla fine essa stessa per prima dice esattamente le stesse cose di chi accusa. Non è forse violenza questa? Non sono attacchi verbali personali? Perché anche se non si fanno nomi, non è molto difficile immaginare a chi si stesse rivolgendo Crosetti.

Il giornalista ha capito di averla fatta grossa e si è scusato sempre a mezzo social: “Quel tweet sui fascisti appesi per i piedi era troppo, mi rendo conto e mi scuso”.  Scuse che non avrebbe dovuto neanche fare se prima avesse ragionato: le parole in quest’epoca liquida hanno un potere enorme, soprattutto se si incita ad attacchi molto gravi.

Eppure non è finita qui. Crosetti infatti ha scritto un altro tweet, stavolta di tenore diverso, ma sempre sibillino. Si parla di una possibile intervista di Diletta Leotta a Cristiano Ronaldo: “Occhio” chiosa, probabilmente facendo riferimento ai recenti guai giudiziari del campione accusato di stupro. Ai più sarà sfuggito, ma si tratta di un commento molto duro, considerando che dovrebbero essere i tribunali a dare le sentenze.

Nel frattempo ci pensa Alessandra Mussolini a difendere la memoria di suo nonno denunciando per “apologia di fascismo” chi ne offende la memoria: “Chi insulta la memoria di mio nonno viene querelato. Dato che ho un diritto di esercitare come erede, lo esercito. Avviso ai naviganti legali a lavoro per verificare il ‘politically correct’ di Facebook e altri social nei confronti di immagini e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini: monitoraggio e denuncia a Polizia Postale”.