Home Spettacolo e Gossip Cristina Parodi: “Matteo Salvini? Lo hanno votato gli ignoranti”

Cristina Parodi: “Matteo Salvini? Lo hanno votato gli ignoranti”

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Un’altra conduttrice Rai nel mirino, dopo Elisa Isoardi, ma questa volta per motivi diversi e dall’altra parte della barricata. Cristina Parodi, nota giornalista e conduttrice – che quest’anno presenta su Rai Uno un nuovo programma chiamato “La Prima Volta” – ha espresso la sua opinione sul vice premier Matteo Salvini. Questo ha fatto inalberare la Lega che ha chiesto le dimissioni immediate della Parodi.

Come mai tanto astio? Il motivo è presto detto: la conduttrice è intervenuta nel programma di Radio 2 “Il Lunatici” dove le è stato chiesto come mai secondo lei Salvini sia così ben voluto (ricordiamo che solo nel Nord Italia la Lega gode di quasi il 50% dei consensi). Perché l’abbiano domandato proprio a lei non è dato saperlo, visto che è sì giornalista, ma non di certo esperta politoga: non basta infatti aver sposato Giorgio Gori, sindaco di Bergamo.

Secondo Cristina, infatti, il successo di Salvini sarebbe dovuto anche all’ignoranza della gente che l’ha votato: “La sua ascesa è dovuta all’arrabbiatura della gente al fatto che non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare e anche un po’ dalla paura e dall’ignoranza secondo me. Fa paura adesso vedere un tipo di politica che è un po’ basata dalla divisione, dai muri che si ergono, mentre a me piacerebbe una politica che invece andasse incontro ai più deboli e che aiutasse questo paese a risollevarsi”.       

Diversi parlamentari leghisti – Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi ed Umberto Fusco – hanno chiesto un’interrogazione alla commissione di Vigilanza Rai riguardo alle parole della giornalista: “Se Cristina Parodi è tanto delusa  dalla politica italiana scenda in campo e soprattutto lasci la Rai, con le sue offese a Matteo Salvini la giornalista moglie  del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radiotelevisivo a propro uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo televisivo: ne chiederemo conto in commissione di Vigilanza Rai con un’interrogazione”.