Home Politica Nord-Est, l’ascesa senza freni di Matteo Salvini: ora è al 48,4%

Nord-Est, l’ascesa senza freni di Matteo Salvini: ora è al 48,4%

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Una volta c’era Matteo Renzi che parlava alla “pancia” degli Italiani, che voleva cambiare le cose, “rottamare” un vecchio modo di fare politica. E in tanti ci avevano creduto, poi il sogno non è diventato realtà. Adesso a parlare alle emozioni del proprio elettorato ci sono il Movimento 5 Stelle e soprattutto la Lega, che da partito del Nord, è riuscito a trasformarsi e a diventare un partito del “popolo”. Questo soprattutto grazie a Matteo Salvini, che ha abbandonato il “celorurismo”e il folclore di Umberto Bossi e  ha reso la Lega il primo partito d’Italia.

Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno messo al centro – già dalla campagna elettorale – gli Italiani, ormai delusi dalla classe politica tradizionale e sempre più preoccupati per la situazione economica del Paese. Hanno detto che si sarebbero occupati di immigrati e pensioni ed è di fatto quello che stanno facendo, volenti o nolenti. Il tema dell’Europa è un altro aspetto caldo: se i Governi precedenti hanno sempre cercato di accontentare Bruxelles, ora il Governo di coalizione cerca di trovare soluzioni che riguardino prima di tutto casa nostra. In questo direzione va la tanto discussa manovra economica.

Dopo questi primi mesi, chi sperava che due forze politiche così distanti potessero litigare e portare nuovamente il voto a breve, si è dovuto rassegnare. Stando agli ultimi sondaggi, infatti, soprattutto la Lega è cresciuta ancora ottenendo al Nord-Est quasi la metà dei consensi con il 48,4%, guadagnando rispetto alle elezioni del 4 marzo ben 19 punti percentuali. Stessa situazione a Nord-Ovest: la Lega è al 43,2% – con un +17,5% rispetto al 4 marzo. Cala invece il Movimento 5 Stelle che a Nord-Est perde 6,8% e al Nord-Ovest perde il 6% con il 17,6%.

E’ il quadro che più o meno emerge a livello nazionale con il Carroccio in vantaggio con il 33,8% contro il 28,5%. Grazie ai sondaggi sulle intenzioni di voto di Ipsos emerge un quadro molto chiaro di che cosa vuole il Paese: “La Lega in qualche modo manifesta un atteggiamento più moderato — spiega Luca Comodo, che dirige la divisione politico-sociale di Ipsos —, non soltanto con alcuni esponenti di governo, si pensi al sottosegretario Giorgetti, ma anche con esponenti del territorio che su temi come la manovra, i mercati, i rapporti con l’Europa, si discostano dai toni più radicali di Salvini e Di Maio. E questo spiega il sentimento dei ceti imprenditoriali e produttivi del Nord, «critici sulla manovra, perplessi di fronte ad atteggiamenti antieuropei — prosegue Comodo — ma che continuano a vedere nella Lega un punto di riferimento, oltre a una rete di relazioni, a livello territoriale, che il Movimento non ha”.

Secondo Comodo, i 5 Stelle pagano “la gestione della vicenda Genova e i giudizi negativi, al Nord, sul reddito di cittadinanza”, mentre La Lega riesce ad incassare consensi sul tema delle pensioni, molto sentito al Nord, ma non solo, visto che il partito cresce anche al Sud passando da un 22% ad un 25% conquistando l’elettorato di Berlusconi: “Di fatto la Lega — sottolinea Comodo — al Sud sta cannibalizzando Forza Italia, il cui elettorato si sta spostando in misura rilevante verso il partito di Salvini”.

A livello nazionale, i 5 Stelle mantengono il loro primato soprattutto a l Sud dove – nonostante un lieve calo – continuano a mantenere l’egemonia con oltre il 40%. Nel centro nord invece l’area di consensi è del 22,6% – visto che si tratta di una zona tradizionalmente definita “rossa” – anche se il PD sta perdendo sempre più consensi. Qualcosa è migliorato dopo la manifestazione del Partito Democratico a Roma lo scorso 30 settembre, ma i risultati sono in generale deludenti.