Home Politica Tutti contro Salvini dopo il Decreto Immigrati

Tutti contro Salvini dopo il Decreto Immigrati

CONDIVIDI

Che il Decreto Immigrati fosse una misura controversa è una cosa risaputa. Matteo Salvini è diventato Ministro perché ha saputo parlare alle emozioni delle persone, ha dato una sicurezza concreta mentre erano impaurite, le ha difese prendendosi cura dei loro bisogni. Per questo la Lega oggi è il primo partito d’Italia con oltre il 30% delle preferenze, perché i suoi elettori non si sentono abbandonati.

In fondo Salvini ha fatto quello che si dovrebbe fare in una società civile: vivere secondo delle regole. Queste riguardano qualsiasi aspetto della vita: dal pagare le tasse, al non delinquere, fino appunto a dare una forma a quello che prima era un grande caos. Vi ricordate quando arrivavano migliaia di persone con i gommoni e i centri di accoglienza erano al collasso? Come si sentono un uomo, una donna o un bambino in quelle condizioni? Con una regolarizzazione si potrebbe stare tutti meglio e non perché l’altro è un diverso e deve fare paura, ma perché non si può avere alcun futuro senza almeno un pochino di certezze.

Le reazioni avverse a questo provvedimento non si sono fatte attendere: “Altro che Italia più sicura! Il decreto anti-migranti aumenterà il numero di clandestini perché limita enormemente il diritto di asilo; fa apparire il migrante come tale “diverso” e pericoloso riducendo così la gigantesca questione sociale dell’immigrazione ad un problema di ordine pubblico; introduce una sorta di apartheid giuridico per i richiedenti asilo i quali, se condannati in primo grado, si vedranno negare tale richiesta, mentre le leggi e la Costituzione sanciscono il principio di non colpevolezza finché la sentenza non è definitiva“, dice la presidente nazionale Anpi, Carla Nespolo.  Gli fa eco il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi:  “A ottant’anni dalle leggi razziali il governo Conte, o meglio il governo Salvini-Di Maio, decide di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il Decreto Salvini prevede la sospensione della domanda di diritto d’asilo in barba alla presunzione di innocenza e la revoca della cittadinanza per alcuni cittadini di origine straniera ma italiani a pieno titolo. Si ricomincia“.

Anche la Chiesa ha detto la propria opinione; Papa Francesco nel corso della sua visita in Lettonia ha mandato un messaggio ben chiaro: “Invito ad accogliere, in tempi nei quali sembrano ritornare mentalità che ci invitano a diffidare degli altri”. La stessa posizione è quella  del presidente della Cei, Gualtiero Bassetti: “Non bisogna cedere alla tentazione di strumentalizzare le paure né servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali”.

Dal canto suo Salvini ha dichiarato che andrà avanti e non mollerà: “Sindaci, assessori, ex ministri e parlamentari di sinistra, sindacalisti e giornalisti di sinistra, partigiani e associazioni di sinistra, le uniche voci contro il Decreto Sicurezza e Immigrazione sono le loro. Forse preferivano continuare a spendere 5 miliardi all’anno per mantenere un esercito di finti profughi, ma la musica è cambiata. Accoglienza piena per i profughi veri, nessuna tolleranza con furbetti e delinquenti che prima chiedono asilo, poi spacciano e rubano. Io tiro dritto e sto lavorando anche adesso per aumentare rimpatri ed espulsioni”.