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Salvini e Di Maio piegano le resistenze di Tria: “Realizziamo il contratto di Governo”

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Intesa raggiunta sulla manovra al 2,4% di deficit sul pil. È quanto scaturisce dal vertice a Palazzo Chigi in serata e nel quale si sono confrontate le due linee all’interno del governo. Quella capeggiata dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio che spingevano per sfondare il tetto dell’1,6% concordata con l’Unione Europea e quella, più prudente ed in linea con le attese di Bruxelles, rappresentata Ministro dell’Economia Tria. Nel corso del summit Tria avrebbe garantito 8/10 miliardi per le coperture del reddito di cittadinanza, ma solo 2,5 per il superamento della lLegge Fornero. Una cifra ritenuta insufficiente da Di Maio che avrebbe chiesto invece 8 miliardi. Al computo oltretutto mancherebbero i 2 miliardi per la riforma dei centri di impiego.
 
 
A riunione ancora in corso Matteo Salvini era certo del raggiungimento di tutti gli obiettivi: «Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva. Pienamente soddisfatto degli obiettivi raggiunti». Medesima soddisfazione veniva espressa poco dopo da Luigi Di Maio «Via libera alla pensione di cittadinanza che dà dignità ai pensionati. Con il superamento della legge Fornero chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando i posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro paese per avere un’opportunità. Non restano esclusi i truffati delle banche, che saranno risarciti. Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini, per la prima volta non toglie ma dà»
 
Alla fine, nel testo concordato, e che secondo fonti Lega e M5S avrebbe ricevuto l’assenso anche del Ministro Tria sono previsti 10 miliardi per il reddito di cittadinanza che in una dichiarazione congiunta  di Salvini e Di Maio sarebbero destinati  a 6,5 milioni di persone. Un altro miliardo e mezzo è finalizzato invece a risarcire i truffati delle banche.
 
 
Il Consiglio dei Ministri doveva compiere un passo cruciale e l’ha fatto: l’Italia entro oggi doveva presentare i suoi obiettivi di bilancio a Bruxelles: disattendere le cifre concordate con la Ue potrebbe avere per l’Italia conseguenze sia politiche – una procedura di infrazione per eccesso di deficit .  che finanziarie, con un’immediata fiammata allo spread: già nel pomeriggio, dopo che Di Maio aveva attaccato a testa bassa i «tecnocrati» e preannunciato uno sfondamento del deficit sopra il 2%  «la nostra sarà una manovra del popolo» i mercati avevano subito presentato il conto. La Borsa di Milano ha chiuso in rosso, in calo dello 0,62%, «pecora nera» di un’Europa che dopo una mattinata debole ha recuperato in giornata per chiudere in positivo. A risentire del clima è stato soprattutto lo spread tra Btp decennali e Bund che in mattinata ha avuto una fiammata sfiorando i 250 punti, con il rendimento vicino al 3%, per poi chiudere a 234,92 punti, leggermente sopra i livelli di ieri quando aveva chiuso a 233. Segno che i mercati hanno messo sotto osservazione la capacità dell’Italia di ripagare il suo debito.