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“Ho visto una luce nel buio. E ci hanno massacrati”. Il PD “Ha fatto bene a non difendersi”

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Una rapina ed un’aggressione brutale. In casa, nel cuore della notte. “Ciò che sto vivendo è molto sproporzionato ed esagerato, mi sembrava come se fossi dentro un film. Ho pensato che sarei morta. Ho provato sensazioni di confusione, disperazione, mai di rabbia, per quanto stava accadendo. Spero di liberarmi presto da questa paura per tornare a una vita normale senza incubi e non sentirmi condizionata dal ricordo“. E’ Niva Bazzan, a parlare così. La moglie del dottor Carlo Martelli. Lei ed il marito sono rimasti vittime di una brutale aggressione intorno alle 4 di notte. Un gruppo di malviventi, almeno quattro, si sono introdotti nella loro villa di contrada Carminello a Lanciano in provincia di Chieti. Carlo e Niva sono stati pestati a sangue. Alla donna p stato tagliato con una roncola parte del lobo dell’orecchio destro con una roncola. Il marito ha il volto irriconoscibile. La donna, che dovrebbe essere dimessa domani, è attualmente ricoverata all’Unità coronarica dell’ospedale Renzetti di Lanciano. La donna è stata accompagnata attorno a mezzogiorno a far visita al marito ricoverato in chirurgia. Sono stati minuti di dolore ed emozione, vedendo il marito col viso totalmente tumefatto.

E’ stato come un film dell’orrore quanto accaduto e provo una grande sofferenza interiore e se ci ripenso ogni tanto mi viene da piangere“. Ha detto Carlo Martelli, medico in pensione, dal suo letto di degenza del reparto chirurgia: “Mia moglie ed io dormivamo in camere separate, Niva la mattina doveva partire. Ero sveglio da un po’, a un certo punto mi era parso che non ci fosse più la luce, infatti era saltata la corrente. Ricordo di aver visto una lucina, come di un cellulare. Poi sono cominciati i colpi. Sono stato sbattuto a terra, mi hanno legato i piedi, le mani dietro la schiena. Hanno usato i cavi del computer”.

Io e mia moglie eravamo convinti che saremmo stati fatti fuori per questo non ho pensato cosa conservare in mente per poi riferirlo. L’assalto dei rapinatori è stato fatto con una violenza di principio, stile militare. Tornerò in quella casa perché è la mia casa ed è confinante con l’abitazione della mia famiglia di origine. Se avessi la possibilità di prendere misure di difesa di certo non acquisterei mai un’arma per sparare a qualcuno per difendermi. Non ne sono capace. Una pistola la prenderei solo per fare il tiro al piattello. Se avessi avuto in casa una pistola in quelle condizioni entrambi legati mani e piedi, certo non avrei potuto prenderla e se l’avessero trovata probabilmente sarebbero stati loro a sparare a noi“.

Carlo Martelli rievoca quei momenti con grande lucidità e compostezza: “L’unico malvivente che ha parlato, con un discreto accento italiano, era sanguinario e il più violento di tutta la banda. Hanno portata mia moglie nella stanza, era legata anche lei. Uno diceva: la faccio a pezzettini se non mi dite dov’è la cassaforte. Gli ho risposto che non abbiamo mai avuto una cassaforte. E’ stato lui a tagliare l’orecchio a mia moglie dopo avermi tirato l’ennesimo pugno che mi ha tramortito. Per questo non ho visto il momento dell’amputazione e solo successivamente quando mi sono ripreso ho visto il sangue zampillare dal viso di mia moglie. Un altro dei rapinatori è stato invece più gentile avendo preso una bottiglia d’acqua e due bicchieri per poterci dissetare. Io non l’ho presa perché non riuscivo a deglutire mentre mia moglie è stata imboccata da  lui”.

I banditi hanno messo a soqquadro la villa, in cerca della cassaforte che non c’era. I rapinatori sono entrati anche in quella del figlio della coppia, ma lo hanno risparmiato.

Sconvolto per l’accaduto il Sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, anico personale della coppia. “Con loro” ha ricordato “ho condiviso anni di lavoro in ospedale. Quanto accaduto è una stranezza perché hanno lavorato una vita per aiutare gli altri attraverso l’Anffas onlus di Lanciano e in ospedale con un grande vissuto di esperienza sanitaria e contributo di umanità e professionale notevole. Ciò fa ancora più male. Sono cittadini che hanno aiutato gli altri con impegno straordinario. Beffardamente il destino collima con l’aggressione che sorprende e fa rabbia, e la reazione emotiva dei cittadini è forte. Le forze dell’ordine stanno lavorando per assicurare alla giustizia questi delinquenti”.  Carlo Martelli è stato chirurgo cardiovascolare. La  moglie, anche lei in pensione, aveva svolto mansioni di capo sala al reparto Geriatria.

Proseguono intanto le indagini: è stata ritrovata l’auto con la quale sono fuggiti. La Fiat 16, di proprietà del medico, si trovava in contrada Serre. Analisi vengono effettuate anche sulla Yaris, l’auto della moglie di Martelli utilizzata dai rapinatori per fare i prelievi al bancomat. In mattinata si è svolto un vertice in Procura: al summit investigativo hanno partecipato gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia giunti da Roma e i dirigenti della questura di Chieti e Commissariato di Lanciano.

La Polizia sta analizzando i filmati delle telecamere in entrata e uscita da Lanciano. Sono emersi sei precedenti di rapine cruente con pestaggi e mutilazioni avvenuti nel territorio Frentano. Gli investigatori stanno partendo da questi casi per fare luce sull’episodio e indagano su una banda specializzata in attacchi efferati. “Faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si può vivere con paura anche in casa propria” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando di quanto accaduto a Lanciano. Il commento dei segretario del PD Maurizio Martina è di tutt’altro tenore. Esprime: “solidarietà e vicinanza a Carlo Martelli e alla signora Niva per la brutale violenza che hanno subito – ma sottolinea immediatamente – Tocca allo Stato assicurare subito gli aguzzini alla giustizia. Su questo devono far riflettere le parole del signor Martelli: ‘io una pistola non me la compro, se ne avessi avuta una mi avrebbero ucciso con quella’. Lo diciamo agli amici della lobby delle armi che vorrebbero trasformare il paese in un Far West”