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Renzi: “L’inchiesta sul denaro sottratto ai bimbi d’Africa? Non riguarda la mia famiglia”

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Non sono suoi parenti. E il nome suo e della sua famiglia non deve essere fatto. Il senatore Matteo Renzi tenta di chiudere la porta al diffondersi delle notizie – definite “vecchie”ma non “false” – riguardanti un’inchiesta della Procura di Firenze. L’indagine nasce su ipotesi di illecito per soldi sottratti a progetti umanitari e utilizzati, secondo l’accusa, ad altri fini: acquisto di immobili e finanziamento di altre organizzazioni. Dell’inchiesta ha parlato per prima, due anni fa, la Nazione storico quotidiano fiorentino. Attraverso l’associazione Play Therapy Africa, sostiene la procura di Firenze, il cognato di Matteo Renzi, Andrea Conticini, sposato con sua sorella Matilde Renzi, e i fratelli Alessandro e Luca sarebbero indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio. Per Alessandro e Luca ci sarebbe anche quella di appropriazione indebita aggravata.

Secondo l’accusa l’associazione avrebbe ricevuto da UnicefFondazione Pulitzer e altre onlus americane ed australiane per finanziare attività benefiche nei confronti dei bambini dell’Eritrea, del Burundi e della Sierra Leone. Soldi che sarebbero finiti su altri conti bancari. Operazioni, queste, che avrebbero riguardato circa 6,6 dei 10 milioni di dollari ricevuti in beneficenza, Questa la tesi della Procura di Firenze.  I pm Luca Turco e Giuseppina Mione, in base alle rogatorie internazionali, hanno ricostruito l’entità e i giri delle somme dirottati prima sui conti personali e impiegate, sostengono i pm, per investimenti immobiliari in Portogallo e in altri Paesi esteri. Accuse e circostanze tutte da dimostrare e che, a beneficio di tutti, dovrebbero essere chiarite al più presto. Per trarre d’impaccio Matteo e i suoi famigliari più stretti, certamente a disagio per la vicenda.

Nei confronti di tutti e tre i fratelli Conticini, la Procura di Firenze notificato un invito a comparire per il 14 giugno scorso. Quindi adesso non due anni fa: ma nessuno sembra  si sia presentato negli uffici dei pm di Firenze. I fratelli avrebbero meno fretta di chiudere questa storia di quanta non ne abbia il senatore Renzi. E non è gentile, visto il clamore, inevitabile, sull’incolpevole Matteo e sulla famiglia. Renzi è intervenuto su FB con queste parole:

Un’indagine aperta da ben DUE anni su un fratello del marito di una mia sorella per presunte irregolarità (presunte), nel suo lavoro di dirigente della cooperazione. Prove? Dopo due anni di indagini non risultano, le vedremo al processo. Ma tanto basta solo evocare la vicenda per andare sui giornali oggi – esattamente come due anni fa – con un’altra condanna: quella dei titoli a effetto. E con i social che sputano sentenze.Vedremo che cosa diranno le sentenze. Anche quelle per risarcimento danni perché essere buoni va bene, ma il mutuo di casa lo pagheremo con i risarcimenti.

Quindi per ammissione dello stesso Renzi la vicenda non è una fakenews. E’ una inchiesta giudiziaria con tesi tutte da dimostrare, certo. E, secondo il senatore, Andrea Conticini non deve essere indicato, in maniera semplice e volgare, come cognato dell’ex premier ma, più elegantemente, come “un fratello del marito di una sua sorella“. Va bene, Matteo, è giusto rettificare. Tuttavia il senatore Renzi sui (presunti) sobillatori russi che avrebbero attentato alla democrazia italiana ha ritenuto fosse il caso di fare  una diretta FB evocando la prossima caduta del Governo. C’è qualche incongruenza, ma ci sta. Matteo ieri ha insistito sulla questione dei bambini d’Africa con una nota dove ha dichiarato di voler procedere: “in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti”.

Implicitamente il senatore rende noto che che Andrea Conticini non è, o non è più, suo parente. Dunque ogni riferimento all’ex premier su questa vicenda è improprio. in attesa di conferme, cautelativamente, rettifichiamo anche questo. I Conticini non sono parenti di Renzi. E anche per il mutuo Renzi ha la nostra comprensione. Con soli 15.000 euro sul conto corrente non deve essere facile.

Detto questo se i pm avessero fatto ipotesi fondate e le responsabilità, ora solo presunte, fossero accertate sarebbe apprezzabile da parte del senatore, in qualità di osservatore esterno, una nota di biasimo per il businness che la Procura di Firenze ritiene di aver scoperto. Vedremo. Prove alla mano e dopo la sentenza, sia chiaro. Speriamo tutto si chiuda in un’archiviazione. Perchè lucrare sulla beneficenza è davvero qualcosa di sporco e miserevole. Per fortuna non riguarda l’ex premier Renzì e non è coinvolto nessuno della sua famiglia.

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