Home Cronaca “Donazioni per i bambini dell’Africa”. I parenti di Renzi rischiano la denuncia

“Donazioni per i bambini dell’Africa”. I parenti di Renzi rischiano la denuncia

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Qualche giorno fa l’ex premier Matteo Renzi ha reso nota la sua strategia per far cadere il Governo. Chiedere ai magistrati di essere ascoltato nell’ambito dell’inchiesta riguardante una pioggia di tweets contro il Presidente Mattarella per il suo veto nei confronti del designato ministro dell’Economia, Paolo Savona: “So molte cose” ha detto il senatore ” questo Governo non arriva ad ottobre. Ci divertiremo

La magistratura inquirente tuttavia, oltre all’ipotesi di strategie russe per favorire un governo sovranista, sembra interessata ad altro. All’associazione Play Therapy Africa fondata da Alessandro Conticini, per esempio, impegnata ad alleviare le sofferenze dei  bambini affamati in Africa. Un impegno meritevole, al punto che Unicef, Fondazione Pulitzer e altre onlus australiane e americane ne hanno finanziato i progetti per dieci milioni di dollari. Secondo la ricostruzione della Procura fiorentina,  come riferisce il Corriere della Sera, solo una piccola parte di quella somma sarebbe stata impiegata per scopi umanitari. Quasi 6,6 milioni di dollari sarebbero transitati sui conti privati riconducibili, a vario titolo, ai fratelli Andrea, cognato dell’ex premier Matteo Renzi. Alessandro e Luca Conticini per l’acquisto di una casa in Portogallo e per finanziare Eventi6, Quality Press Italia e Dot Media, società riconducibili, secondo il Corriere fiorentino, alla famiglia Renzi o a sostenitori della prima ora dell’ex premier.

La ricostruzione dei passaggi di denaro sembra sia stata possibile possibile attraverso rogatorie internazionali, scrive ancora il Corriere. Gli investigatori avrebbero ricostruito che la Play Therapy Africa aveva intanto ottenuto diverse donazioni dagli Usa, in particolare da Unicef  per 3,8 milioni di dollari tra 2008 e 2013 e Fondazione Pulitzer per 5,5 milioni di dollari tra 2009 e 2016 transitati dalla onlus Operations Usa. Altri 900.000 dollari sarebbero pervenute da altre sette organizzazioni no profit: ong Australian High Commission, Avsi, Fxb, Mobility without barriers foundation, Oak, Undp, France Volontaires.

Secondo la Procura, Andrea Conticini avrebbe prelevato soldi dai conti per destinarli a tre società: la Eventi6 di Rignano . 133.900 euro – riconducibile ai familiari di Matteo Renzi; la Quality Press Italia – 129.900 euro – la Dot Media di Firenze per un più modesto importo di 4.000 euro. Avrebbe infine prelevato dalle donazioni 1,9 milioni di euro per l’acquisto di una casa in Portogallo riferisce il Corriere.

Per la difesa di Andrea e dei fratelli quei soldi sarebbero stati prelevati lecitamente, perchè sono un compenso per l’attività svolta da Alessandro Conticini, titolare della Play Therapy Africa Limited ed ex direttore dell’Unicef di Addis Abeba, e i suoi collaboratori.  Ma la tesi non sembra aver convinto la Procura. Il 14 giugno scorso Andrea e i fratelli erano stati convocati dai pm Giuseppina Mione e Luca Turco, ma nessuno di loro si è presentato. «I tempi della difesa li decide la difesa» sembra abbia detto il loro legale

L’inchiesta sarebbe partita da una segnalazione della Banca d’Italia che aveva notato trasferimenti di ingenti somme di denaro da un conto a un altro. Ma si è sviluppata anche per i sospetti sollevati da Monika Jephcott, ex responsabile della sede centrale di Play Therapy Londra su come impiegasse i soldi Play Therapy Africa, consociata fondata da Alessandro Conticini che aveva ottenuto il permesso di usare lo stesso nome e a cui successivamente, però, la direttrice revocò l’autorizzazione.

Tuttavia, in base a una modifica del codice penale entrata in vigore ad aprile è possibile avviare un’indagine per appropriazione indebita aggravata solo se vi è la denuncia delle parti offese. Per queste ragioni, scrive ancora il Corriere, la Procura ha avvisato Unicef, Fondazione Pulitzer e altre sette organizzazioni umanitarie internazionali della riforma legislativa, invitandole a sporgere denuncia: solo così il procedimento potrà andare avanti. La notizia non è piaciuta a Matteo Renzi. L’ex premier non ha tacciato la notizia come fakenews, ed è già molto. Ha tuttavia replicato senza entrare nel merito della vicenda, con una nota dove esprime l’intenzione di procedere “in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti”.

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Non è chiaro tuttavia come si concilia questa affermazione con l’annuncio dato in diretta FB dallo stesso Renzi qualche giorno fa, dove rendeva nota la sua richiesta di essere ascoltato dalla Procura in merito all’indagine sui messaggi contro il Presidente Mattarella. Matteo Renzi ha affermato di “sapere molte cose” e si è detto convinto che gli esiti di quell’inchiesta avrebbero travolto l’Esecutivo. Di fatto il senatore ha paventato, fin da subito e con un procedimento appena iscritto al ruolo, la diretta responsabilità di membri del Governo sulla vicenda. Un’allusione pesantissima.  E lo ha detto sui social, non in aula. Ma per un’inchiesta riguardante un parente tutto cambia, la stampa deve tacere.

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