Home Politica Di Maio e Toninelli: “Volete capire l’egocentrismo di Renzi? Entrate in quest’aereo”

Di Maio e Toninelli: “Volete capire l’egocentrismo di Renzi? Entrate in quest’aereo”

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Matteo Renzi l’ha detto e ripetuto: per lui sono fake news. Quell’aereo non era suo, non era destinato a lui e non l’ha mai usato. Lo disse quando ancora era Presidente del Consiglio e lo ha ripetuto ora, perchè il premier Giuseppe Conte ne ha annunciato la dismissione e ha riacceso la polemica, dandone l’annuncio. Stiamo parlando del velivolo denominato Air Force Renzi, un po’ per scherno un po’ per verità perchè fu in realtà l’ex premier a volerlo, anche se “non per lui”. Renzi ha reagito subito alle parole di Conte, come colpito nel vivo: non era per me, continua a dire. Era per le delegazioni di industriali in missione a stringere accordi per l’export. L’aereo pare sia stato utilizzato solo una volta, per un viaggio a Cuba e non da Renzi, che evidentemente pensava di usarlo in futuro,  perchè nel 2016, prima del referendum, ancora si immaginava alla guida del Paese per lunghissimi anni. Pensava che sarebbe salito su quell’aereo della discordia, in viaggi dove a bordo ci sarebbe stato qualche industriale, cosa che gli avrebbe dato il motivo per dire che era lì solo perchè aveva accettato un passaggio. Insomma aveva già un buon motivo in tasca: risparmio e pubbliche relazioni a basso costo. Il problema è che l’aereo tutto è stato tutto, meno che un progetto pensato con l’idea del risparmio.

Hanno buon gioco oggi il vicepremier Luigi di Maio e il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a salire sull’ Air Force Renzi” e mostrarne l’inutilità: la mastodontica ampiezza, tanto che per parcheggiarlo l’allora Presidenza del Consiglio dovette trovare un hangar apposito; l’esagerato numero di posti, la vetustà del mezzo, i costi sconsiderati di leasing, manutenzione e carburante. Dettagli non da poco mai smentiti da Renzi che forse dice il vero su una cosa: quell’aereo lui non l’ha mai usato.

Renzi e l’aereo da 1 milione di euro a settimana: “Non era per me. Non ci ho mai messo piede”

Perchè non ha fatto in tempo e, dopo il 4 marzo ha dovuto parcheggiare i suoi sogni, per i quali forse l’hangar dell’Air Force Renzi non basterebbe.  E non ci venga a dire che non ci si vedeva, lì seduto in quell’aereo enorme a twittare, nei prossimi quindici anni. Poco male, suvvia: il premier in bicicletta sembra si sia consolato con una magnifica villa a Firenze.  Smentita anche quella, pare.