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Nave militare irlandese lascia 106 migranti a Messina e se ne va. Salvini: “Chiudiamo le frontiere”

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Al vertice di Innsbruck di giovedì presenteremo un nostro documento. La nostra priorità è la difesa delle frontiere esterne“. Matteo Salvini parla dopo avere incontrato il premier Giuseppe Conte in vista della riunione informale dei ministri dell’Interno europei nella città austriaca. Domenica il Ministro aveva espresso l’intenzione di “chiudere i porti italiani alle missioni internazionali“ dopo che la nave militare irlandese Samuel Beckett con a bordo 106 migranti sabato sera è approdata nel molo Norimberga del porto di Messina.

Non un’imbarcazione delle Ong ma un pattugliatore irlandese che fa parte della missione Eunavformed, nota come operazione Sophia, che coinvolge le navi militari degli Stati membri dell’Ue. La nave ha attraccato tra centinaia di magliette rosse dei manifestanti di Libera, Anpi, Arci e Legambiente ed ha sbarcato 93 uomini, due donne incinte e 11 minori di nazionalità sudanese – salvati nella zona Sar maltese. Il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha spiegato i perchè dello sbarco: “Ce lo impone il folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto gli interessi dell’Italia”.

Con la missione Eunavformed, l’Europa doveva combattere unita il traffico di esseri umani. Il regolamento della missione scaricano sui porti italiani l’onere dell’approdo dei migranti soccorsi. Tra i compiti dell’operazione Sophia non rientrerebbe  il salvataggio di vite in mare. Tuttavia le navi che ne fanno parte siano tenute a prestare soccorso secondo le convenzioni internazionali. Infatti in caso di soccorso in mare, la missione adotta il piano operativo dell’altra operazione Ue, Triton dell’agenzia Frontex, che prevede che i migranti soccorsi siano condotti esclusivamente in Italia. Ecco perché  il pattugliatore irlandese, nonostante il soccorso sia avvenuto in zona di competenza di Malta e non sia stato gestito dalla sala operativa di Roma, si è diretto verso l’Italia.

Il Ministro Matteo Salvini dichiara in proposito. «Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi – in cambio di cosa? – perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, con il nostro governo la musica è cambiata e cambierà. Dopo aver fermato le navi delle ong  porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo

Il Ministero della Difesa guidato da Elisabetta Trenta ha sottolineato che la discussione dell’accordo sulle missioni militari non può avvenire a Innsbruck essendo quello un incontro riguardante i Ministri degli Interni e non della Difesa, appunto. Una puntualizzazione  che molta stampa ha enfatizzato raccontando di un dissidio all’interno del Governo. In realtà la puntualizzazione è ininfluente a livello politico e resta fine a sè stessa: nulla cambia nella volontà dell’Esecutivo di porre fine all’accordo stipulato in passato. Un accordo che non porta la firma dell’attuale Governo. Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha ricordato che “è imminente una revisione del mandato strategico” proprio dell’operazione Sophia che coinvolge le navi militari degli Stati membri dell’Ue nel Mediterraneo. La portavoce della Commissione europea per la Migrazione, Natasha Bertaud, ha ricordato che il mandato strategico dell’operazione Sophia scadrà a fine dicembre 2018, e già nelle prossime settimane sarà lanciata la discussione per la revisione. E’ in questa fase che ci sarà “l’occasione per discutere le proposte italiane” e Roma può chiedere un cambiamento

Riguardo all’incontro di Innsbruck  Matteo Salvini ha anticipato alcune punti chiave della posizione italiana: “Non vogliamo che barchi più nessuno senza un preventivo accordo di redistribuzione tra Stati. Il Consiglio Ue  di fine giugno sui migranti ha deciso che tutto è su base volontaria – osserva il Ministro – allora anche l’Italia farà valere la sua volontà“.

Salvini aggiunge: “Partire da zero non può che farci migliorare. E se i tedeschi e gli austriaci invece di pensare solo a rispedirci i migranti, ci aiutassero a chiudere le frontiere esterne sarebbe un passo in avanti. Andrò a Innsbruck con un documento dettagliato: abbiamo 130mila domande di asilo politico ancora da esaminare, 300mila domande di cittadinanza italiana in sospeso, 164mila presunti profughi ospiti negli alberghi. Insomma, abbiamo fatto più di chiunque altro. E ora basta. Tocca ad altri. Ora voglio sapere dall’Europa quanti soldi e quanti uomini intende mettere a disposizione per proteggere le frontiere esterne

Giovedì al vertice informale dei ministri dell’Interno Ue, il primo sotto il semestre di presidenza austriaca, si parlerà di frontiere e del respingimento dei cosiddetti migranti secondari, un tema già motivo di contrasto tra la cancelliera Angela Merkel e il suo ministro anti migranti Seehofer un tema che può far saltare i principi comunitari che garantiscono la libera circolazione. L’Austria ha  annunciato barricate, non solo diplomatiche, ai suoi confini. E si rischia una reazione a catena. Salvini vedrà il Ministro tedesco Seehofer in un incontro a due mercoledì. La sua posizione, promette, sarà netta: «l’Italia non accoglierà un singolo migrante che ha richiesto asilo nel suo territorio e che attualmente si trova in un altro Paese europeo fino a quando Bruxelles non mostrerà impegni sulla protezione della frontiera esterna, il Mediterraneo. Vogliamo impegni concreti e precisi, con scadenze, costi, uomini e mezzi». Giovedì potrebbe essere in gioco il futuro dell’Unione e l’integrità di Schengen.

E sull’Europa il Ministro Salvini è apparso in queste ore scettico: “Ci sono troppe differenze al suo interno” ha detto.