Home Politica Estera Macron: “Non mi scuso con l’Italia, siete dei provocatori”

Macron: “Non mi scuso con l’Italia, siete dei provocatori”

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Macron non si scusa e rilancia. Usa la parola “provocatori” per definire il Governo Conte ma intende dire, in buona sostanza, “fascisti” anche se non si spinge fino a quel punto. Il senso del suo discorso è tuttavia chiarissimo. Aquarius ha dunque aperto una crisi tra Italia e Francia che potrebbe trascinarsi per diverso tempo, se non aggravarsi. Martedì Gabriel Attal, portavoce del partito di governo La Republique En Marche, aveva definito la scelta dell’esecutivo Lega-M5s di chiudere i porti “vomitevole”.

Italia e migranti, niente scuse da Macron

Dopo erano arrivate le parole di Macron: “Dall’Italia cinismo e irresponsabilità”, aveva detto il capo dell’Eliseo al quale avevano risposto sia Luigi Di Maio che Salvini. “Parlano proprio loro”, è stata la replica del capo politico M5s. Il premier Conte ha chiesto oggi scuse da parte dell’Eliseo, scuse che non sono arrivate.

E mentre l’Eliseo ha fatto sapere che non sono arrivate richieste ufficiali dall’Italia e quindi non ci saranno scuse il presidente Macron iniste e rincara la dose: “Non posso dar ragione a che provoca”  ha dichiarato il premier francese. E ha domandato retoricamente: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia?“. Quindi affonda: “Non possiamo cedere alla politica del peggio nella quale saremo tutti in preda all’emozione, dando così ragione a coloro che vogliono portarci verso le strade più buie. Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Li conosciamo bene. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi…“. Macron si riferisce, senza citarli esplicitamente, al governo italiano e a Matteo Salvini e li paragona al Fronte Nazionale. Il termine che sottintende per entrambi è evidentemente “fascisti“. Un’allusione con cui, probabilmente, in premier francese ha voluto replicare al durissimo intervento di Alessandra Mussolini al Parlamento Europeo.

La vera risposta è nella politica di sviluppo, di sicurezza, di smantellamento delle reti di trafficanti. Dobbiamo lavorare mano nella mano con l’Italia nella gestione dei flussi migratori” ha precisato Macron “Da un anno lavoriamo in modo
esemplare, abbiamo ridotto a un decimo gli sbarchi grazie a un lavoro con la Libia, nel Sahel“. Ma sono parole, queste, che valgono poco, ormai, rispetto, alle accuse e alle pesanti allusioni del premier francese.

Gabriel Attal parla dei migranti bloccati a Ventimiglia

La replica di Macron mette a dura prova le relazioni tra i due Paesi dopo che Gabriel Attal, il ventinovenne portavoce di En Marche, il movimento di Macron, in un’intervista a Repubblica  aveva tentato di aggiustare il tiro spiegando di non avere “nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata ma è stata una reazione a caldo, vedendo quello che stava succedendo”.

Al di là del termine usato, volevo esprimere il mio choc per una decisione che mette in gioco le vite di donne e uomini” e “vorrei contestualizzare – la frase che ho pronunciato durante un’intervista in diretta. Ho parlato innanzitutto pensando alle persone a bordo dell’Aquarius e sentendo che un ministro aveva gridato vittoria davanti una situazione umanitaria grave. Non ho nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata ma è stata una reazione a caldo, vedendo quello che stava succedendo. E’ evidente che c’è in Italia un’esasperazione legata all’incapacità dell’Ue di rispondere ai problemi dei flussi migratori”. Riguardo ai migranti bolccati dalla Francia a Ventimiglia Attal risponde in questi termini: “Le autorità francesi spiegano che, se la frontiera fosse aperta, probabilmente ci sarebbero ancora più migranti che tentano la traversata per poi andare verso la Gran Bretagna. Chiudere la frontiera è anche un modo di lanciare un messaggio per evitare di aumentare gli sbarchi” . In altre parole Attal dichiara che la strategia è quella di disincentivare le migrazioni verso l’Europa, esattamente quella messa in atto dal Governo Conte. “Non voglio dire che sia una situazione soddisfacente – ha aggiunto . “La soluzione si troverà solo a livello europeo”.

Salvini e Conte, linea dura con Macron

In serata arriva il commento di Matteo Salvini:  “Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano che in quanto a generosità ha poco da imparare“.

Intanto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tiene la linea dura. Manca ancora l’ufficialità ma “al momento non ci sono le condizioni” per il viaggio a Parigi e per l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron
Quello che filtra, alla fine di un pomeriggio di riunioni a palazzo Chigi: non ci sarà nessun incontro con Macron senza un gesto ufficiale di scuse da parte del governo francese. Posizione che ha avuto il sostegno dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con cui ieri Conte si è incontrato e con cui ha discusso, brevemente e in modo informale, dello scontro con Parigi.

L’ambasciatore francese non si presenta alla Farnesina

Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi dopo le dichiarazioni di Macron aveva convocato alla Farnesina l’ambasciatore francese, Christian Masset. Il quale non si è presentato, perchè assente da Roma, mandando al suo posto la ‘numero 2’ della delegazione,  l’Incaricata d’Affari, Claire Anne Raulin. Inziativa probabilmente non gradita dall’Italia. Al termine del colloquio, la Farnesina ha diffuso una nota tutt’altro che conciliante: Moavero ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni usate “anche a livello governativo, a Parigi” – con chiaro riferimento a Macron – un tono che ha compromesso le relazioni tra Italia e Francia: “I toni impiegati sono ingiustificabili“,  ha osservato la Farnesina chiedendo a Parigi “le iniziative idonee a sanare” lo strappo.

Dalla Francia arrivava una nota di poche righe. Il Quai d’Orsay – sede del Ministero degi Esteri francese – ha ricordato che Parigi è  “perfettamente consapevole del peso della pressione migratoria sull’Italia e degli sforzi del Paese“. Nient’altro. Da parte sua l’ambasciatore francese Masset, da Milano, affermava che la relazione fra Italia e Francia è “meravigliosa, solida e forte” e i due Paesi affrontano “sfide comuni, tra le quali l’immigrazione“. Troppo poco, per l’Italia.