Alberto Savi, 53 anni, detenuto nel carcere Due Palazzi a seguito di sentenza definitiva all’ergastolo ha usufruito di un permesso premio in occasione delle festività pasquali: tre giorni e mezzo con la possibilità di uscire a Pasqua per pranzo, come riportato da Rai News. Non è un detenuto qualsiasi: apparteneva alla Banda della Uno Bianca: un doloroso capitolo della storia criminale italiana, scritto tra il 1987 e il 1994. Uno degli episodi più tragici fu la strage del Pilastro a Bologna: tre carabinieri in pattuglia poco più che ventenni morirono, il 4 gennaio 1991. Erano Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta.
La banda era formata dia fratelli Savi: Roberto e Fabio, i due capi e dal fratello minore Alberto. Quest’ultimo era poliziotto – era in servizio nella questura di Rimini – come Roberto e come il complice Marino Occhipinti. È stato il tribunale di Sorveglianza ad autorizzare il permesso, e non è il primo. Un permesso più lungo di altri perché Alberto Savi è stato ritenuto meritevole da parte di psicologi ed educatori, come riportato da Repubblica. Dietro le sbarre ha ammesso la sua responsabilità per la strage del Pilastro. «Il dolore non l’ha mai abbandonato», aveva spiegato lo scorso anno il suo legale. Ma dalle famiglie delle vittime parole sempre durissime: «I nostri morti non hanno permessi premio».
Fonti: Rai News, Repubblica
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