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“Volevo suicidarmi, non trovavo il coraggio e ho ucciso lui”. Tragedia a Firenze

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(Websource/archivio)

“Volevo suicidarmi, non trovavo il coraggio e ho ucciso lui”. È un ambulante extracomunitario, un ambulante, la vittima della sparatoria avvenuta a Firenze, intorno a mezzogiorno, sul ponte Vespucci. A sparare diversi colpi di arma da fuoco è stato un pensionato italiano, 65 anni, che è stato fermato dai militari dell’Esercito impegnati nell’operazione ‘Strade Sicure’ dopo aver udito gli spari nei pressi del consolato Usa sul lungarno Vespucci.

La vittima è stata raggiunta da diversi colpi di pistola. Le sue condizioni sono apparse  subito dipserate. L’aggressore ha abbandonato la pistola in via Melegnano, dove è stata recuperata. Il personale del 118 ha tentato inutilmente di rianimare per 40 minuti la vittima. Il 65enne è stato consegnato alla polizia e portato in questura per l’interrogatorio. Durante una perquisizione nella casa del pensionato, è stata trovata una lettera in cui l’uomo scriveva di volersi togliere la vita per motivi legati a problemi di natura economica. Il 65enne avrebbe raccontato agli agenti di essere uscito di casa stamani per suicidarsi con la pistola ma poi non avrebbe avuto il coraggio di farlo. Ha invece sparato al primo che gli è passato davanti, un cittadino extracomunitario con il suo carico di ambulante