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Pamela Mastropietro, parla lo zio avvocato: “Molti punti oscuri”

(Websource/archivio)

Si sarebbe trovata la quadra nell’inchiesta per l’omicidio della 18enne Pamela Mastropietro. Per il delitto è stato fermato poche ore dopo il ritrovamento del cadavere Innocent Oseghale, un 29enne nigeriano, che era stato accusato di occultamento e vilipendio di cadavere. La giovane era stata uccisa e fatta a pezzi dopo essere fuggita da una comunità di recupero nel maceratese. Venerdì, poi, sono stati bloccati altri due nigeriani. Si tratta di Desmond Lucky e Lucky Awelima. Il primo sarebbe un pusher amico di Innocent Oseghale, in un primo momento accusato solo di concorso in spaccio di droga.

Il terzetto, stando a sentire gli inquirenti, avrebbe compiuto la mattanza, ma secondo Marco Valerio Verni, zio di Pamela e legale di famiglia, le cose non starebbero così e lo dice chiaramente in un’intervista al ‘Corriere della Sera‘: “Per la Procura l’indagine è chiusa? Mi auguro voglia dire che quei tre hanno confessato. Spero che abbiano raccontato nel dettaglio cosa hanno fatto a mia nipote, come l’hanno ammazzata e perché poi hanno infierito sul suo corpo. Altrimenti, come si fa a dire che l’indagine è chiusa…”. Quindi ribadisce che sua nipote odiava gli aghi: “La storia della siringa. Pamela era terrorizzata dagli aghi. Ogni prelievo del sangue era una lotta, dovevamo tenerla ferma in tre. Pensare che si bucasse per assumere eroina ci pare molto strano. Lei fumava e sniffava, almeno prima di entrare in comunità”.

Quindi le domande: “Ha imparato a bucarsi lì dentro? E perché la videosorveglianza non ha ripreso il suo allontanamento?”. Lo zio difende poi la memoria della nipote: “L’hanno fatta passare per una drogata all’ultimo stadio, quando era una ragazza con problemi psichici, una borderline, che assumeva droga da pochi mesi. Bisogna difendere la sua memoria, non infangarla. Secondo me l’eroina o chissà cosa, le è stata iniettata da altri. Sul polso destro ci sono due buchini. Volevano stordirla? O è stata una messinscena? Peraltro, la famosa siringa è anche sparita“. Infine il particolare del ritrovamento dei trolley: “Li hanno lasciati lì, vicino a una casa. Per farli trovare, ne sono sicuro. Trecento metri più avanti e nessuno se ne sarebbe accorto. È un messaggio? Insomma, adesso ci dicano cosa è successo davvero”.

GM

Fonte: Il Corriere della Sera

Pubblicato da
Gabriele

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