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Cosenza, tragica strage familiare. Uccide moglie e figli e si toglie la vita

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(Websource/Archivio)

Sono passate soltanto alcune ore dalla tragica notizia di una strage familiare apparentemente priva di motivi e già emergono i primi particolari su quanto avvenuto.
La vicenda è accaduta in Calabria, in provincia di Cosenza, precisamente a Rende. Qui padre, madre e due figli di trentuno e ventisei anni sono stati trovati senza vita nella propria abitazione, una villetta a due piani in via Malta, nella contrada Cutura, nella zona industriale della città, a due passi dall’Università della Calabria.
Quattro persone hanno perso la vita senza un apparente motivo.
Nelle ultime ore però l’ipotesi che sia stato il padre, Salvatore Giordano, cinquantasette anni, commerciante, ad uccidere l’intero nucleo familiare e a togliersi poi la vita si fa sempre più accreditata. E a spingere il folle gesto sarebbe stato un raptus improvviso, privo di qualsivoglia avvertimento.

Chi li conosceva parla infatti di loro come di una famiglia normale senza nessun apparente problema di natura economica o di altro tipo.
Oltre a Salvatore Giordano, o perdere la vita sono stati la moglie Francesca Vilardi, casalinga, cinquantanove anni,  la figlia Cristiana, impiegata in un call center, trentuno anni ed il figlio Giovanni, studente universitario ventottenne.

L’anziana madre di Giordano, risiedente nel piano sottostante della villetta, ha dichiarato di aver sentito un po’ di trambusto verso le 4 del mattino. Per il resto neanche lei, che si trovava a due passi dalla scena dell’orrore, si è accorta di nulla.
E’ stato il fratello dell’uomo a recarsi all’abitazione verso le 14 del pomeriggio, insospettitosi per non aver visto il parente presentarsi ad un appuntamento di lavoro che entrambi avevano presso il negozio di telefonia che gestivano in centro.

Ad intervenire sono stati i vigili del fuoco, che entrando nell’abitazione si sono trovati di fronte la scena raccapricciante.
I corpi dei coniugi erano distesi poco distanti l’uno dall’altro lungo il corridoio, mentre quello della figlia si trovava poco distante. Nella stanza vicina vi era invece quello del figlio. Un revolver ed una semiautomatica sono state rinvenute invece accanto al corpo dell’uomo.
La presenza di due diverse armi e la collocazione dei corpi hanno in un primo momento prodotto alcuni dubbi tra gli investigatori su come fossero andare realmente le cose: Successivamente però l’esame compiuto sui cadaveri ha evidenziato alcuni particolari della vicenda.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe sparato sei colpi con le pistole che il padre deteneva legalmente in casa. Le due donne sarebbero state anche accoltellate. Subito dopo ha deciso di farla finita, sparandosi in bocca.
Il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo ed il comandante provinciale dei carabinieri Piero Sutera, gli investigatori del Reparto operativo e della Compagnia di Rende e della sezione investigazioni scientifiche dell’Arma sono giunti sul luogo del delitto e tentano di far luce in queste ore soprattutto sulle cause che hanno prodotto un tale gesto.
BC