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Professoressa accoltellata in viso, la madre del ragazzo: “Mio figlio era nervoso perchè la nonna sta poco bene”

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(Websource/Archivio)

Pochissimi giorni fa la professoressa di lettere Franca Di Blasio, cinquantaquattro anni, era stata accoltellata da un suo alunno di sedici anni al volto, all’interno di un’aula dell’istituto tecnico commerciale Bachelet-Majorano di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta. Il tutto era accaduto in pochi istanti di fronte ai compagni di classe del ragazzo attoniti e terrorizzati.
Il consigliere comunale di Acerra, ventidue anni, fratello del giovane che ha commesso il violento gesto, non sa darsi una spiegazione per quanto accaduto e ha dichiarato: “Sono state raccontate tante inesattezze, Rosario è stato descritto come un delinquente, invece è molto seguito in famiglia, qui lavoriamo tutti e siamo persone perbene, non capiamo come sia potuta accadere una cosa simile. È stato detto che voleva difendere l’onore della nonna, niente di più falso”.
Ora il ragazzo rischia una condanna per aver ferito il viso della professoressa con un coltello a serramanico. E il fratello ha proseguito: “A casa c’è mia madre che piange, siamo distrutti”.
Proprio quest’ultima ha dichiarato: “Chiedo scusa alle insegnanti, alla preside e a tutta la scuola, ora aiutate mio figlio”. “L’avete vista? È uno straccio, non la smette di dolersi”, ha sottolineato la cognata indicandola. “Lui ha compreso il gesto grave che ha compiuto, chiede in continuazione della sua insegnante, vuol sapere come sta, ma nessuno di noi può parlarci. In carcere cosa mai potrà capire? Per questo chiedo alle istituzioni una mano: mio figlio può essere salvato, dateci la possibilità di aiutarlo ad elaborare”, ha affermato ancora la donna che ha ribadito la propria iperprotettività con i figli e ha dichiarato di sperare in una decisione veloce della magistratura. “Mi rivolgo all’insegnante: perdoni mio figlio, non è un ragazzo dall’indole violenta. In famiglia non ci siamo accorti che stava soffrendo per le condizioni di salute della nonna che per lui è come una seconda mamma, qui ci sono tutti i messaggi che quotidianamente ci inviava, guardi”, ha affermato infine. E sul telefono cellulare della madre sono decine gli sms che Rosario aveva inviato durante i venti giorni di degenza della nonna. Il ragazzo sembrava molto in pena, tornava da scuola spesso in lacrime e quando si allontanava da casa telefonava. “La settimana scorsa, arrabbiato, mi ha chiesto: mamma perché non hai risposto ai miei messaggi? Io ero al capezzale di mia suocera, all’ospedale Monaldi. Abbiamo sottovalutato il suo stato d’animo”, ha concluso infine.

Anche il padre del ragazzo è intervenuto nel ricordo di quel giorno, il giovane non voleva andare a scuola: “Mi disse: papà, voglio venire in ospedale con te. Io, invece, mi sono imposto e gli ho detto che doveva andare per forza. Gli feci capire che avevo mille pensieri che mi passavano per la testa e che non doveva darmi ulteriori grattacapi. Sapevo che stava per terminare il quadrimestre e che c’erano gli scrutini, è come se lo avessi costretto. Con il senno di poi non lo avrei fatto, non so darmi pace per questo”, ha dichiarato non celando la tensione.
“Forse siamo stati distratti, presi com’eravamo dalla malattia di mia madre e non ci siamo accorti che Rosario stava soffrendo, come tutti noi”, ha affermato ancora la zia.
BC