Non crede alla tesi del suicidio Salvatore, il papà di Ciro Ascione, il 16enne scomparso da Arzano lo scorso 20 gennaio e il cui cadavere è stato ritrovato nella giornata di ieri presso la stazione ferroviaria di Casoria, popoloso comune della provincia partenopea. In effetti, la tesi che l’adolescente si sia tolto la vita non ha credito nemmeno tra gli inquirenti.
Anche per tale ragione, la Procura di Napoli Nord ha disposto l’autopsia sul cadavere del ragazzo. Tra le ipotesi prese al vaglio dalle autorità c’è anche la pista di una aggressione subita dalla vittima e culminata con la sua defenestrazione dal treno, oppure di una caduta accidentale a causa di un malfunzionamento delle porte del mezzo.
Il padre di Ciro Ascione, intanto, parlando con ‘Chi l’ha visto News’, spiega di avere le idee chiare sulla dinamica dell’accaduto: “Non è stato un suicidio: Ciro è stato lanciato dal finestrino del treno”. Non sembra essere una semplice supposizione: “Dicono che mio figlio si è lanciato dal finestrino. Mio figlio non era un ragazzo che aveva dei problemi. Ciro non aveva nessun motivo per suicidarsi. Aveva preso il treno per tornare a casa. Lungo la tratta è stato lanciato dal finestrino”. Ma se così fosse, per quali ragioni un ragazzo di appena 16 anni deve fare una fine tanto tremenda?
GM
Fonte: Chi l’ha visto news
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