“Quando è arrivata la polizia è stata una liberazione, mi sono sentito quasi sollevato. Ne avevo parlato con mio fratello, gli avevo chiesto di aiutarmi. Lui mi aveva detto di smettere, ma non ci riuscivo, ogni volta che mi arrivava un messaggio ci ricascavo. È tutto vero, non so cosa mi sia successo, in 25 anni di carriera da insegnante non mi è mai capitata una cosa simile, ero preda di un gioco affascinante da cui non riuscivo a uscire”.
Il professore poi prova anche a difendersi, spiega che si trattava di rapporti consenzienti e che c’erano di mezzo i sentimenti, lui dice era innamorato della studentessa, come riportato da Il Messaggero: “Da giugno ho iniziato a contattarla, lei all’inizio mi respingeva, era recalcitrante. Poi ha iniziato a rispondere”.
Secondo l’accusa De Angelis ha mostrato “una preoccupante e pericolosa inclinazione sessuale e ha sfruttato la sua esperienza e il suo ruolo per abusarne”. Il magistrato inoltre nell’ordinanza di custodia cautelare parla di tecniche «subdole» di corteggiamento, attenzioni e premure riservate alla ragazzina con il solo intendo di plasmarne la «fragile personalità» e «indurla ad acconsentire agli atti sessuali».
F.B.
Fonte: Il Messaggero
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