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Avvocato donna cacciata dal tribunale a causa del velo, il Tar ci ripensa

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avvocatoMercoledì scorso era scoppiato un putiferio quando Asmae Belkafir era stata cacciata dal tribunale di Bologna perché indossava Hijab, il tradizionale velo indossato dalle donne islamiche. L’avvocatessa, una ragazza di 25 anni laureata con 110 e lode all’università di Modena e praticante nell’Ufficio legale della stessa università, era entrata in aula per seguire l’udienza di un collega quando il giudice Giancarlo Mozzarelli le ha chiesto di togliere il velo o di abbandonare l’aula.

Asmae, offesa da quella richiesta, ha abbandonato l’aula visibilmente scossa: “Non mi era mai successo prima, ho assistito a decine di udienze, anche qui al Tar e nessuno mi aveva mai chiesto di togliere il velo. Nemmeno al Consiglio di Stato. Anche perché non si può assolutamente parlare di problema di sicurezza perché il velo tiene il volto scoperto e quindi sono perfettamente identificabile. Sono sconvolta”. Il giorno stesso l’avvocato Lorenzo Canullo, dirigente dell’ufficio legale dell’università di Modena, ha chiamato il presidente del Tar di Bologna Giuseppe Di Nunzio per spiegargli l’accaduto e chiedergli delucidazioni a riguardo. Questo gli ha confermato che la decisione presa dal giudice non era conforme alla legge poiché nelle aule viene rispettato il diritto di professare la propria religione anche con capi di vestiario, quindi gli ha detto che quanto capitato non si verificherà più.

La notizia è stata riportata da tutti i quotidiani nazionali suscitando reazioni contrastanti, se da un lato c’è Salvini che da il suo appoggio al giudice: “Io sto con questo giudice” e il consigliere regionale di Forza Italia Bignami che sottolinea: “Chi critica questo giudice non conosce l’articolo 129 del codice di procedura civile che per l’appunto prevede che ‘Chi interviene o assiste all’udienza deve stare a capo scoperto’. Il giudice, quindi, ha semplicemente applicato la legge”. Dall’altro c’è chi contesta l’applicazione dell’articolo in un caso come questo in cui il velo fa parte della cultura religiosa del soggetto in questione, come Paolo Rossi presidente della sezione di Bologna dell’Aiga: “Una posizione inconcepibile e in contrasto con i principi costituzionali. Alla giovane collega Asmae Belfakir vanno la nostra solidarietà ed il pieno sostegno”.

F.S.