Neonato morto soffocato: “Ho chiesto aiuto 3 volte, nessuno mi ha ascoltata”, dice la madre

Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Un bambino nato sano, nessuna patologia, nessun problema. Una disgrazia che si sarebbe potuta e dovuta prevenire quella accaduta a Roma, all’ospedale Sandro Pertini.

Il neonato è stato trovato morto nel letto della madre. La donna, sfinita dopo ben 17 ore di travaglio e il continuo allattamento, si è addormentata mentre il piccolo era lì con lei.

Neonato morto soffocato a Roma
Medici e infermieri non hanno ascoltato la madre/ archivio web-Leggilo

La madre del neonato, una ragazza di 30 anni, non senza estrema fatica, ripercorre quei momenti. Ancora non riesce a crederci: il suo bimbo è morto solo dopo tre giorni dalla sua venuta al mondo. Lei aveva lottato e sofferto tanto per farlo nascere: 17 lunghissime ore di travaglio. Ma poi la ricompensa più grande: il bambino era nato sano, pesava più di 3 chilogrammi. Tutta la felicità della giovane e del suo compagno si sono presto tramutate in dolore e rabbia. Rabbia perché questa tragedia si sarebbe potuta e dovuta evitare. La madre della piccola vittima ha raccontato ai microfoni del Corriere della Sera: “Non capisco come sia potuta succedere una cosa del genere: ho chiesto aiuto per tre notti di seguito al personale del reparto in cui ero stata ricoverata, non mi hanno ascoltato“.

Tre richieste di aiuto cadute nel vuoto

Come aveva già anticipato il padre del bambino, la mamma aveva chiesto almeno 3 volte di poter lasciare il figlio alla nursery dell’ospedale per qualche ora così da potersi riposare un pochino. Ma medici e infermieri le hanno sempre opposto un secco rifiuto. E così la tragedia: la terza notte, il bimbo è stato trovato morto accanto a lei, addormentata profondamente. L’ipotesi è che la donna, non accorgendosene, lo abbia schiacciato, ma non si esclude nemmeno che si tratti di Sids. Sarà l’autopsia ad accertare le cause della morte. Sul caso è stato aperto un audit clinico, indaga la magistratura. La giovane prosegue rivivendo quei giorni: “Ero ancora molto stanca, piuttosto provata dal parto, dopo 17 ore di travaglio, il 5 gennaio. Ero entrata in ospedale il giorno precedente, avevamo scelto il Pertini perché ero affezionata a questo posto visto che ci sono nata anche io… Ero stravolta, ho chiesto aiuto alle infermiere, chiedendo loro se potevano prenderlo almeno per un po’, mi è sempre stato tuttavia risposto che non era possibile portarlo nella nursery… Due notti ho resistito, l’ultima ero davvero affaticata. ‘Non è possibile’, mi è stato risposto ancora una volta”.

Roma neonato morto soffocato
Quando l’infermiera è entrata il neonato era già morto/ archivio web-Leggilo

Il bambino stava bene, era nato con un peso superiore a tre chili. A tre giorni dal parto però, la donna non ce l’ha fatta più, ed è crollata dalla stanchezza. A trovare il bambino senza vita è stata un’infermiera entrata nella stanza a controllare. Quando si sono resi conto che il neonato era morto soffocato, non hanno nemmeno svegliato la mamma che è stata informata successivamente.  “All’improvviso, nel cuore della notte, sono stata svegliata dalle infermiere: il bambino non stava più nel letto con me. Senza dirmi una parola, mi hanno fatto alzare e mi hanno portato in una stanza vicina: lì mi hanno comunicato che il bimbo era morto… A quel punto non ho capito più niente, mi è crollato tutto addosso. Forse sono anche svenuta”– ha concluso la donna.