Uccisa mentre tornava dal lavoro: Luigia muore dopo giorni di agonia

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Due amiche uccise mentre tornavano a casa dopo una giornata di lavoro in sella alle loro biciclette. La più giovane è morta sul colpo, l’altra poco dopo.

La tragedia si è consumata nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 agosto lungo la strada provinciale 5 che da Lucera conduce a Pietramontecorvino, nel Foggiano. Le vittime sono Amelia Capobianco di anni 23 e la sua amica Luigia Boccamazzo di 35 anni.

Le due donne sono state travolte da un’automobile mentre  stavano percorrendo la provinciale con una bicicletta elettrica. Il veicolo, guidato da una donna, ha tamponato le due amiche: la velocità elevata ha scaraventato le due donne sull’asfalto. Per Amelia non c’è stato nulla da fare ed è morta sul colpo. Le condizioni di Luigia, inizialmente, sembravano meno gravi. La 35enne è stata ricoverata in ospedale al Policlinico Riuniti di Foggia. Purtroppo le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime ore: la donna aveva riportato fratture multiple e numerosi traumi interni e questa mattina i sanitari hanno dichiarato il decesso. Secondo quanto ricostruito finora Amelia Capobianco, quella sera, era andata a prendere l’amica che aveva finito il suo turno di lavoro per riportarla a casa in sella alla sua bici quando sono state travolte da un’auto.

Tanti i messaggi di cordoglio sui social da parte degli amici ancora increduli per queste perdite improvvise. Sulla pagina Facebook di Luigia si legge: “Amore bello non ce l’hai fatta. Stamattina non potevo ricevere una notizia più brutta, queste sono le notizie che non dovrebbero mai arrivare. Ora sei con la tua amica Amelia. Il Signore in paradiso ora ha due fiori stupendi“. E ancora: “L’invito è solo quello di pregare e soprattutto riflettere! Un abbraccio a tutti i parenti e a chi ha avuto la fortuna di conoscere e condividere un amicizia con tutti loro. Riposate in pace anche voi, anime belle, non avevate colpa…”. Le biciclette – normali o elettriche – fanno parte della cosiddetta mobilità sostenibile ma, purtroppo, sta diventando insostenibile il bilancio dei morti che si contano ogni giorno o quasi sulle strade del nostro paese. Amelia e Luigia sono solo le ultime vittime di una lunga lista. Qualche giorno fa a Pordenone a perdere la vita, in sella alla sua bici, un ragazzino di appena 15 anni: Giovanni Zanier. Stessa sorte toccata ad un gruppetto di amici nel Padovano: travolti e uccisi da un’auto mentre rientravano a casa in sella alle loro biciclette.