Willy, nessun risarcimento alla famiglia: i fratelli Bianchi risultano nullatenenti. E pagheranno i contribuenti

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Fonti ed evidenze: Open, Today

Vacanze in resort con piscina, moto, abiti firmati: eppure i fratelli Bianchi risultano essere nullatenenti di fronte allo Stato. La famiglia di Willy Monteiro potrebbe non ricevere alcun risarcimento.

Oltre alla condanna all’ergastolo, i giudici hanno stabilito che i fratelli Bianchi – insieme agli altri due condannati – dovranno risarcire la famiglia di Willy Monteiro Duarte. Ma le cose potrebbero prendere una piega molto diversa.

Lunedì scorso la Corte d’Assise di Frosinone ha condannato all’ergastolo i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, a 23 anni per Francesco Belleggia, e 21 anni per Mario Pincarelli. In più alla famiglia del povero Willy spetterebbero 550mila euro di risarcimento che i quattro dovrebbero versare. Il punto è che Gabriele e Marco Bianchi, nonostante una vita fatta di feste lussuose e vacanze in hotel con piscina, di fatto risultano essere nullatenenti. Discorso simile per Belleggia e Pincarelli: nonostante la vita da nababbi ostentata sui social, nessuno degli imputati è in grado di erogare la somma prevista dal risarcimento. Il legale che ha assistito la famiglia di Willy, l’avvocato Domenico De Marzi, ha spiegato: “Non risultano avere nulla. Una causa civile per avere i soldi? Sarebbe difficile capire a chi farla“.

D’altronde, a parte qualche lettera straziante da parte di Gabriele Bianchi che, divenuto anche lui padre mentre era già in carcere, sosteneva di comprendere il dolore dei genitori di Willy, mai è stata avanzata da parte della difesa una proposta di risarcimento. A questo punto, probabilmente, toccherà allo Stato farsi carico dei 550mila euro di risarcimento: 200mila a ciascuno dei genitori della vittima e 150mila euro alla sorella. Quando  le autorità avranno appurato l’impossibilità dei quattro condannati a versare il risarcimento da 550mila euro alla famiglia di Willy, questi potranno chiedere l’indennizzo al Ministero dell’Interno. Ma non si tratta certo di una strada semplice: il risarcimento scatta soltanto dopo la sentenza definitiva, ossia quella della Cassazione. Gli avvocati dei quattro imputati hanno già preannunciato che faranno ricorso in Appello. Se la Cassazione, dunque, non confermerà le condanne  stabilite dai giudici di Frosinone, la famiglia del povero 21enne massacrato di botte, non vedrà neppure un centesimo né dai condannati né dallo Stato,