Davide trovato morto nella sua cella: la notte di Capodanno aveva sgozzato il figlio di 7 anni

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Giorno

Davide Paitoni è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di San Vittore A Milano. Lo scorso Capodanno aveva ucciso il figlio Daniele.

Il 40enne Davide Paitoni ha raggiunto Daniele, il figlio di 7 anni che con le sue stesse mani l’uomo aveva ucciso a Capodanno nella sua casa in provincia di Varese. Un gesto  commesso per vendicarsi della ex compagna. Quella sera il bambino non voleva andare dal padre, aveva paura: Paitoni era già noto alle Forze dell’Ordine per maltrattamenti in famiglia. Ma il giudice aveva deciso: Daniele, doveva passare il Capodanno con il padre.

L’uomo è stato trovato morto nella sua cella presso il carcere di San Vittore a Milano. Pare si sia tolto la vita. Il suo stesso legale, l’avvocato Stefano Bruno, poco tempo dopo l’omicidio del figlio, aveva sostenuto che Paitoni volesse farla finita: “Vuole morire e tace“- aveva dichiarato l’avvocato. E a distanza di mesi  ha portato a termine il suo intento e si è suicidato. Paitoni l’ha fatta finita il giorno prima del processo  con rito abbreviato davanti al Gup Alessandro Chionna. Il 40enne in quella circostanza avrebbe dovuto rispondere di un altro crimine: l’accoltellamento di un collega avvenuto nel dicembre 2021. Crimine per il quale, quella sera di Capodanno in cui l’uomo uccise il figlio si trovava agli arresti domiciliari.

Recentemente era giunta la conferma che Paitoni non sarebbe stato sottoposto a perizia psichiatrica per l’omicidio del piccolo Daniele. Lo aveva spiegato il difensore, Stefano Bruno, in seguito alla decisione del gip di Varese, Giuseppe Battarino. Paitoni era pienamente capace d’intendere e volere quando tolse la vita al figlio di 7 anni. Infatti quella sera sgozzò il piccolo e poi lo chiuse nell’armadio, Sul corpo del bimbo un biglietto con cui confessava tutto e poi esprimeva disprezzo per la ex moglie, che il giorno successivo tentò di uccidere aggredendola fuori dalla sua abitazione. Infine tentò la fuga verso la Svizzera ma, nel mentre,  registrò un messaggio vocale per il padre, chiedendogli di non aprire l’armadio in cui aveva nascosto il corpo senza vita di Daniele. Tutta una serie di mosse che escludono – secondo gli esperti – l’infermità mentale anche temporanea.

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