“Ditemi chi ha il ciclo o vi tiro giù gli slip”, dice la direttrice del supermercato

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Open

La direttrice di un supermercato di Pescara ha minacciato di tirare giù gli slip alle dipendenti a causa di un disguido avvenuto nel punto vendita.

Si potrebbe definire mobbing, senza mezzi termini. Il ciclo mestruale delle donne è da anni al centro del dibattito politico. Da tempo alcune esponenti, tra cui la ex presidente della Camera Laura Boldrini, si battono per abbattere l’iva sugli assorbenti. E proprio un assorbente ha scatenato la furia della direttrice di un supermercato che è arrivata a minacciare le sue dipendenti.

ANSA/https://www.google.com/maps/

Ditemi chi ha il ciclo oggi. Voglio nome e cognome, ok? Sennò vi calo io le mutande“. A pronunciare questa frase è stata Carla Di Tecco, direttrice del Conad di via del Circuito, a Pescara. La minaccia è stata inviata su una chat di gruppo lo scorso 14 aprile. A far scoppiare l’ira della direttrice è stato un assorbente trovato fuori dal cestino dell’immondizia del bagno comune. La frase non è rimasta lì per aria: le responsabili dei vari reparti del supermercato hanno davvero controllato gli slip delle dipendenti. Tuttavia alcune delle ragazze si sono rifiutate e si sono rivolte al sindacato Filcams Cgil di Pescara. Alla fine Di Tecco è stata sanzionata dall’azienda che ha posto fine al contratto di lavoro.

La donna, tuttavia, non è rimasta in silenzio. Intervistata dal quotidiano Repubblica ha voluto spiegare le sue ragioni: “Quanto raccontato è puro travisamento dei fatti. Il mio sfogo è stato preso alla lettera. Io non ho mai dato l’ordine di fare perquisizioni corporali alle dipendenti, ma solo di scoprire chi fosse stata. Il turno che aveva lasciato l’assorbente in bagno era quello del mattino e, dunque, aveva già smontato. Non aveva senso fare le perquisizioni il pomeriggio” – ha puntualizzato la ex direttrice del Conad. Non è la prima volta che la donna si trova nei guai: nel gennaio del 2020 è stata rinviata a giudizio per estorsione nei confronti di un dipendente che, secondo i legali dell’accusa, avrebbe vessato e insultato fino a costringerlo alle dimissioni. Ma se due anni fa la direttrice la passò liscia questa volta Conad ha deciso di  escludere quel punto vendita di proprietà di Carla Di Tecco dal sistema cooperativo della catena di supermercati. In parole povere quel punto vendita resterà di proprietà della donna ma non sarà più affiliato a Conad. I dipendenti potranno restare a lavorare per il negozio che, a questo punto, o diventerà privato o cambierà affiliazione. Ma dovranno accettare di lavorare ancora per la Di Tecco.

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