Sindrome del bambino scosso: come evitarlo

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Conosci la sindrome del bambino scosso? Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e cosa fare per evitarla. Ecco le parole degli esperti.

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Sindrome del bambino scosso: Ecco di cosa si tratta e come evitarla

Avete mai sentito parlare della sindrome del bambino scosso? Purtroppo c’è poca informazione intorno a questo a disturbo, ecco perché oggi abbiamo deciso di spiegarvi di cosa si tratta e cosa bisogna fare per evitarla.

La cosa più importante è la prevenzione, infatti per sconfiggere questa problematica si può ricorrere a diversi diversi strumenti tra cui: corsi di formazioni per neo genitori, maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica e infine un piano di sostegno per le famiglie sopraffatte.

La società italiana di pediatria ha ribadito che la sindrome del bambino scosso è una conseguenza di una grave forma maltrattamento fisico nei confronti del neonato, generalmente questa si manifesta in bambini fino ai 2 anni di vita.

Entrando nel dettaglio capiamo che questa patologia si manifesta quando un bambino viene ripetutamente scosso per cercare di fermare le crisi di pianto. Questo comporta un trauma sull’encefalo e successive sequele neurologiche.

Andiamo a scoprire nel dettaglio altre informazioni su questo trauma.

Sindrome del bambino scosso: ecco di cosa si tratta e come evitarla

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Sindrome del bambino scosso: Si previene con l’informazione

Sappiamo tutti quanto i neonati siano delicati sopratutto nei primi mesi di vita, infatti appena nascono hanno i muscoli cervicali del collo ancora deboli e non del tutto formati e non sono in grado di sostenere la testa.

Per questo motivo se un bambino viene scosso con forza può riportare una serie di danni irreparabili al cervello, come ad esempio ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti.

Pensate che il picco di incidenza si ha tra le due settimane e i sei mesi di vita, periodo particolarmente delicato per i neonati che iniziano a manifestare i primi pianti incontrollati.

Purtroppo alcuni genitori non si rendono conto di scuotere il bambino troppo violentemente e questo può causare danni irreparabili, spesso però lo scuotimento non avviene per mano di mamma e papà ma bensì di altre figure educative come nonni, babysitter e maestre.

Stando ai dati riportati dalla Società italiana di neonatologia la maggior parte di questi casi avvengono per mano di famiglie giovani con un età materna minore di 18 anni, oppure per utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol, disoccupazione e episodi di violenza in ambito familiare.

Tuttavia nella maggior parte dei casi si tratta di una crisi di esasperazioni da parte dei genitori inconsapevoli e poco informati sulle conseguenze di questa manovra consolatoria errata.

Voi cosa ne pensate? Avevate mai sentito parlare della sindrome del bambino scosso?

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