Covid, il vaccino può causare danni: il Governo decide di stanziare un fondo per gli indennizzi

Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Adnkronos, Dire

A distanza di oltre un anno dall’avvio della campagna vaccinale si riconosce che, in alcuni casi, il vaccino può provocare danni. E il Governo pensa agli indennizzi.

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Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 57.890 unità. Da ieri 320 morti e 129.888 guariti. I casi attualmente positivi sono diminuiti di 70.297 unità

Danni da vaccino: arrivano gli indennizzi

A distanza di oltre un anno dall’inizio della campagna vaccinale in Italia, si riconosce che i vaccini anti Covid – seppur in casi rarissimi – possono provocare reazioni avverse. E così il Governo di Mario Draghi, nel decreto Sostegni Ter, in vigore dal 27 gennaio 2022, ha inserito il diritto all’indennizzo per coloro che hanno riportato danni a seguito della vaccinazione. Nello specifico l’Esecutivo ha stanziato 50 milioni di euro per l’anno in corso e 100 per il 2023, per un totale di 150 milioni di euro, con i quali far fronte alle richieste di indennizzo per danni da vaccino anti-Covid-19 subiti dai cittadini. Naturalmente dovrà prima essere dimostrato un nesso di causa ed effetto. Secondo i dati dell’Agenzia italiana del Farmaco – Aifa – a settembre 2021 le segnalazioni per i danni da vaccino raccolte erano circa 100 mila. Mentre 608 erano le segnalazioni gravi relative ad un decesso post vaccinazione, come avvenuto per la giovanissima Camilla Canepa, la 18enne genovese morta dopo la prima dose di AstraZeneca. L’Aifa, tuttavia, di queste 608 segnalazioni ha ne ha ritenute valide solo 16: in pratica, secondo gli esperti dell’Agenzia italiana per il Farmaco, solo 16 persone – pari allo 0,02% – sono da ritenersi decedute a causa del vaccino.

Da sottolineare che avranno diritto all’indennizzo in caso di danno dimostrato anche coloro che non sono soggetti all’obbligo vaccinale:  l’indennizzo con il fondo previsto dal decreto riguarda anche tutta la popolazione che si è sottoposta all’inoculazione in via volontaria.  Questo perché la Corte Costituzionale ha indicato, in diverse sentenze, che la raccomandazione è equiparabile all’obbligo vaccinale. L’indennizzo non va a risarcire il danno quanto a fornire un supporto economico al danneggiato e, di conseguenza, la cifra potrebbe risultare di minore entità rispetto ad una richiesta di risarcimento per il danno irreversibile che si ritiene di aver subito. Per ottenere l’indennizzo il cittadino dovrà presentare la richiesta all’Azienda sanitaria locale di residenza che avrà il compito di svolgere l’istruttoria. Solo la Sicilia, tra le Regioni a statuto speciale, è esclusa da questa competenza, pertanto i residenti in questo territorio dovranno fare richiesta di indennizzo al ministero della Salute. L’’Asl a sua volta, provvederà ad inviare  copia della richiesta d’indennizzo alla commissione medica ospedaliera, la quale convocherà l’interessato, lo visiterà ed esprimerà un giudizio sul nesso causale tra l’infermità e la vaccinazione. Il verbale prodotto dai medici sarà poi inviato al diretto interessato e, in caso il soggetto si vedesse negato l’indennizzo, avrà tempo 30 giorni per fare ricorso. Il termine per la presentazione della domanda d’indennizzo è di tre anni, ovvero 36 mesi da quando ci si accorge di avere subito un danno da vaccino.