Roma, i reparti degli ospedali sono pieni, ma non di pazienti Covid

0
537
Fonti ed evidenze: Messaggero, Fanpage

Il Policlinico dei Gemelli di Roma registra un incremento notevole di pazienti nelle terapie sub intensive. Ma non si tratta di pazienti Covid.

Getty Immages/Salah Malkawi

La situazione pandemica preoccupa. Da circa due mesi i contagi di Covid non smettono di salire e così anche i ricoveri. La situazione delle terapie intensive, per il momento, è ancora sotto controllo ma diverse regioni, prima di Natale, cambieranno fascia e si coloreranno di giallo se non addirittura di arancione. Il Governo Draghi, dopo il Super Green Pass, è già al lavoro per vagliare nuove misure restrittive. Nonostante oltre l’84% della popolazione sia vaccinata con due dosi, il Covid torna a far tremare il Paese. Tuttavia ci sono ospedali dove l’emergenza non è il Covid, dove le terapie sub intensive e i pronto soccorso sono invasi ma non da pazienti con il Coronavirus.

Polmoniti bilaterali, polmoniti interstiziali e per i bambini infezione da virus respiratorio sinciziale: queste le emergenze di cui, soprattutto, deve occuparsi il Policlino dei gemelli di Roma. L’inverno sta alimentando lo sviluppo di malattie infettive che possono incidere pesantemente sulla gestione dei pronto soccorso e dei reparti sub intensivi. Casi di polmonite non riconducibili al Covid che sono in aumento rispetto allo scorso anno, quando c’era il lockdown e quindi minori possibilità di contagio. A spiegare la situazione è il professor Francesco Franceschi, direttore dell’Unità operativa complessa medicina di urgenza e pronto soccorso del Policlinico Gemelli. Lo specialista racconta che, quest’anno, senza restrizioni, la situazione è decisamente peggiore rispetto al 2020 nonostante il vaccino anti Covid. Al Policlinico di Roma si registano numerosi casi di polmoniti bilaterali e polmoniti interstiziali non riconducibili al Covid, malattie respiratorie trasmesse tramite virus e batteri. Si tratta di malattie che si trasmettono attraverso l’apparato respiratorio e laddove ci sono maggiori restrizioni c’è meno diffusione, per questo quest’anno la situazione è peggiorata e le terapie sub intensive rischiano il collasso, ma non per il Covid, ha specificato il medico.

E a queste emergenze si aggiunge quella dei bambini che quest’anno, più degli anni scorsi, sono colpiti dalle infezioni da virus respiratorio sinciziale. Paradossalmente le troppe precauzioni messe in atto per non contrarre il Covid, hanno abbassato a tal punto le difese immunitarie dei più piccoli che, quest’anno, sono il bersaglio predletto dei virus respiratori, non avendo gli anticorpi necessari  a respingerli: “I casi nei bambini lo scorso anno erano minori. Nei bambini l’uso prolungato di mascherine non ha consentito di immunizzarli, il mancato contato con agenti infettivi può infatti essere un elemento negativo perché tendiamo a immunizzarci meno e a essere quindi più vulnerabili” – ha precisato il professor Franceschi. In effetti questa medesima situazione era già stata evidenziata dal dottor Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione medici di Medicina generale: le misure anti Covid – distanziamento e mascherina – non ci hanno permesso di sviluppare gli anticorpi. Per questa ragione quest’anno è boom di influenza tra i bambini ma anche tra gli adulti: mai così tanti casi da 15 anni, secondo gli esperti. Tutti problemi che vanno a sommarsi al Covid. Infatti Franceschi conclude: “Attualmente nel nostro pronto soccorso e nelle sub intensive sono maggiori i casi di polmoniti non collegate al Covid”. In tutta la regione Lazio, infatti, in data 6 dicembre le terapie intensive risultavano occupate dai pazienti Covid  solo al 10%.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui