Nicola Morra, rinuncia all’indennità ma ci ripensa: vuole 1300 euro al mese e tutti gli arretrati

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Fonti ed evidenze: Open, Il Fatto Quotidiano

Nicola Morra, senatore ex M5s, aveva rinunciato all’indennità di 1300 euro al mese. Ora che è stato espulso dal partito, rivuole quei soldi indietro.

Nicola Morra (Facebook)
Nicola Morra/Facebook

Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, è stato espulso dal MoVimento 5 Stelle per il suo mancato appoggio al governo Draghi, non avendone votato la fiducia. Ai tempi della nomina di presidente della Commissione, Morra – come da prassi per i politici grillini – aveva rinunciato all’indennità di carica di 1300 euro. Ora che non fa più parte del MoVimento, Morra ha scritto una lettera alla presidente del Senato Casellati per ottenere il ripristino della sua indennità, compresi gli arretrati. Su Facebook, però, il politico sostiene che i soldi derivanti dalla sua indennità gli servirebbero per assumere un addetto stampa.

Il Fatto Quotidiano riporta che, nella giornata di venerdì 22 ottobre, Nicola Morra ha scritto alla presidente Casellati per riavere indietro l’indennità di carica. Tale cifra ammonta a 1300 euro netti al mese. Inoltre, Morra ha chiesto alla Casellati se fosse possibile riavere indietro gli arretrati, ovvero tutte le indennità non percepite da quando è presidente della Commissione Antimafia. Considerando che Morra è stato eletto nel novembre 2018, il totale delle indennità da lui non percepite ammonta a circa 50mila euro. In Senato, nessuno ha potuto credere alla notizia, considerando che Morra era molto fiero di questa scelta, lanciata dai grillini, legata alla rinuncia dell’indennità di carica.

Il lungo post su Facebook di Morra difende le azioni del senatore, cercando di spiegare il suo punto di vista sulla questione. Oltre all’indennità di carica, Morra dichiara di aver rinunciato anche ad una parte del suo stipendio da parlamentare – come da regole M5S – cosa che continua a fare tuttora. Morra dichiara inoltre che il Movimento gli “prestava” una figura professionale – un addetto stampa – da dividere con gli altri colleghi. Non bastandogli questa figura, in quanto presidente della Commissione Antimafia, Morra aveva chiesto ai capigruppo del M5S in senato, Patuanelli e Perilli, di poter usufruire di un addetto stampa dedicato, usando l’indennità da lui non percepita ma non è stato possibile. Dunque, considerando l’uscita forzata dal Movimento da parte di Morra, il politico sostiene di aver richiesto di poter usare tale indennità per poter assumere una figura dedicata che si occupi della comunicazione delle attività svolte nell’ambito della Commissione.

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