Il giudice contrario a vaccini e Green Pass lascia la Magistratura. E gli ex colleghi aprono un’inchiesta su di lui

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Fonti ed evidenze: HuffingtonPost, Open

Angelo Giorgianni, giudice e autore del libro “Strage di Stato” sul Covid, sale sul palco a Piazza del Popolo e aizza la folla contro il Green Pass, poi commenta gli scontri.

Forse non tutti conoscono il signor Angelo Giorgianni, magistrato in servizio presso la Corte d’Appello di Messina nonché autore di un libro sul Covid e la sua “gestione” intitolato “Strage di Stato. Le verità nascoste sul Covid 19”, contenente la prefazione di Nicola Gratteri, che il 9 ottobre ha preso parte alla manifestazione contro il Green Pass tenutasi a Roma. Dal palco allestito in Piazza del Popolo si sono levati discorsi contro la certificazione verde e si sono susseguite le testimonianze degli ospiti, una tra tutte quella del magistrato Giorgianni, che armato di bandiera italiana in una mano e contornato dai capi di Forza Nuova e CasaPound, ha esposto al pubblico il suo punto sull’argomento e ha aizzato la folla contro l’esecutivo in nome del “popolo sovrano“. In un breve intervento di circa due minuti il giudice ha ribadito più volte, come utilizzando una specie di slogan, che il popolo sovrano stava in quel momento decidendo di abrogare il Green Pass e che presto avrebbe dato il ben servito alla classe dirigente, e ha affermato “Oggi il popolo sovrano ha dato il preavviso di sfratto a coloro che occupano abusivamente i palazzi del potere… per loro vogliamo una seconda Norimberga“.

Continua nel suo intervento il giudice affermando che sa benissimo che la sua professione gli impedirebbe di voltare le spalle alle decisioni della politica, ma aggiunge che se ce ne sarà bisogno sarà ben felice di abbandonare l’aula di tribunale in nome del già citato popolo sovrano. “Sono venuto ad onorare il popolo sovrano, e a coloro che dicono che la mia posizione è incompatibile dico che io tra voi e il popolo scelgo il popolo. E lascio la toga. Lascio la toga ma non basta certo dichiarare di lasciare il lavoro di fronte ad una folla per essere automaticamente disoccupati.

Ma il magistrato ha dato corso a quanto dichiarato sul palco spiegando di aver rassegnato le “dimissioni dalla Magistratura, tre anni prima del previsto, perché mi posso permettere il lusso di farlo e non voglio essere condizionato in questo momento, ma voglio essere libero di poter esprimere liberamente le mie opinioni“

Il percorso lavorativo di Giorgianni inizia con una carriera politica da sottosegretario all’interno del governo Prodi, oltre da sommare alla carica da senatore dal ’96 al 2001. Dovette lasciare il Parlamento a causa di uno scandalo, per il quale poi sarà assolto, detto ‘Il verminaio di Messina’. A questo punto il giudice indossa d nuovo la toga e torna a lavorare presso la Corte d’Appello di Messina dove risulta in servizio ancora oggi, e dove sembrava volesse rimanere almeno prima di sabato scorso: Giorgianni si era infatti proposto come procuratore capo di Caltanissetta. Caso ha voluto che al suo posto la commissione competente Csm avesse già scelto un procuratore palermitano, Salvatore De Luca, per ricoprire quella posizione così influente.

Oggi Giorgianni sembra  non avere più nessuna mira nei confronti di certe posizioni lavorative perché, come ha ribadito più volte, lo allontanano dalla volontà del popolo sovrano, e per questo ha presentato in maniera così bizzarra le sue dimissioni. Dopo aver più volte affermato che la pandemia e il virus fossero “strumenti di ingegneria sociale che servono per realizzare un colpo di stato globale“, il magistrato ha voluto commentare anche gli scontri e gli attacchi fascisti avvenuti subito dopo la manifestazione e ha dichiarato “in quella piazza c’erano mamme, bambini, lavoratori, ed era una piazza internazionale, senza simboli di partiti e pacifica. Se poi, fuori da quella piazza, qualche delinquente ha commesso atti criminali, non c’entra niente con la manifestazione dei No Green Pass” e aggiunge riferendosi ai colpevoli degli attacchi “Quelle sono persone ciniche che con il loro comportamento hanno di fatto sporcato una manifestazione di piazza bellissima e con quegli attacchi criminali hanno oscurato la manifestazione, perchè alla fine si è dato risalto agli atti di pochi delinquenti e non alla presenza di decine di migliaia di persone oneste”, senza rendersi conto, probabilmente, che due delle persone arrestate per quegli attacchi, Giuliano Castellino e Roberto Fiore, capi gruppo di Forza Nuova erano tra gli organizzatori della giornata.

La risposta della Magistratura non si è fatta attendere: Area, la corrente di Sinistra delle toghe, ha chiesto al Csm di aprire una pratica urgente sul magistrato. Obiettivo dell’iniziativa “verificare l’impatto” della condotta di Giorgianni sulla “percezione della sua indipendenza quale magistrato“, come scrivono i consiglieri togati di Area  in un post diffuso dopo aver depositato la richiesta al Comitato di presidenza del Csm,

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